Dipendenza dalla rete | Sanitas Assicurazione Malattia
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Dipendenza dalla rete

Dipendenza dalla rete: un termine sempre più comune. Siamo curiosi di sapere: quando una persona si può classificare come «dipendente dalla rete»?

Testo: Barbara Lukesch

Franz Eidenbenz, psicologo che si occupa di patologie legate ai nuovi media, parla di «dipendenza dalla rete» quando, nei suoi pazienti, riscontra i seguenti sintomi:

  • le persone perdono il controllo del consumo delle risorse online;
  • nonostante le ripercussioni negative sulle loro prestazioni a scuola o sul posto di lavoro, continuano imperterriti nel consumo incontrollato della tecnologia;
  • allo stesso tempo queste persone trascurano la vita sociale e le relazioni con famiglia, amici e colleghi.

Il tempo impiegato su Internet di per sé non è fonte di dipendenza, sottolinea Eidenbenz, responsabile nel centro Radix per la dipendenza dal gioco e altre dipendenze, a Zurigo (spielsucht-radix.ch). Ci sono molti modi di utilizzare utilmente le risorse online come ad esempio ricercare, scrivere e comunicare. «Il problema sorge quando non si è più in grado di controllare il resto della vita. Cio è quando il consumo ossessivo diventa più importante di tutto.


Che problema? Io non ho nessun problema!

In Svizzera, il 7,4 % dei ragazzi tra i 12 e i 19 anni sono dipendenti da Internet. I più colpiti dalla dipendenza sarebbero, secondo Eidenbenz, i giovani di sesso maschile. Molti dei pazienti presi in cura da lui non sapevano di avere un problema. Per questo motivo, al fine di un buon successo della terapia, è importante coinvolgere le autorità, la scuola o il datore di lavoro.

Per potere aiutare i suoi pazienti, Franz Eidenbenz rileva assieme a loro l’utilizzo della rete e li invita a monitorarne il consumo. Inoltre cerca con loro attività alternative per occupare il tempo libero e sperimenta nuove forme di superamento dei conflitti.

«L’astinenza digitale», asserisce l’esperto, «oggi non rappresenta più una valida opzione». Quasi tutte le professioni necessitano di know how e competenze digitali. «I media non fanno diventare le persone né più stupide, né più intelligenti, a patto che li si utilizzi in modo intelligente e controllato».

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