DV1392553

Ricordati questa sensazione!

Siete bloccati nella vostra dispiciplinasportiva? Allora forse è tempodi nuove abitudini. Lo scienziatodello sport Joachim Hossner spiegacome allenarsi per acquisire nuovesequenze di movimenti «corrette».

Testo: Clau Isenring

 

È possibile calcolare sequenze di movimenti «perfette» inmodo scentifico?

Il prof. dott. Ernst-Joachim Hossner ci spiega: dal punto di vista biomeccanico si può calcolare relativamente poco in dettaglio. Per esempio sappiamo qual è la velocità di slancio e rotazione necessaria per un ginnasta alla sbarra per poter effettuare un salto teso. Ma non possiamo dire se una determinata posizione del piede di Roger Federer sia ottimale o meno. Eisistono anche caratteristiche stilistiche personali. Perciò il gioco di Federer risulta totalmente diverso da quello di Nadal; eppure sono entrambi dei campioni.

 

Secondo lei qual è stato il maggiore sviluppo dell’allenamentodel movimento negli ultimi anni?

Sicuramente lo smartphone ha avuto un grande effetto nello sport quotidiano. Grazie a telecamere di alta qualità dei telefonini e spieciali app sportive è possibile registrare ovunque movimenti, analizzarli e confrontali. Per esempio il golfista può vedere se i fianchi sono aperti al momento del tiro. E nel lancio del peso si può controllare se l’angolazione era ottimale. In passatola tecnologia per i filmati era molto complessa e l’attrezzatura costosa. Oggi invece è un gioco da ragazzi.

 

Se voglio cambiare un movimento abituale, è importantevederlo?

Sì, ma questo non basta in quanto apprendiamo le sequenze dei movimenti provandole e interiorizzandole. Se mi guardo allo specchio e cerco di imitare la tecnica del tiro libero del professionista svizzero di palla canestro Thabo Sefolosha, prima o poi il mio tiro assomiglierà al suo. Ma devo interiorizzare questo movimento per portelo rifare, perché durante la partita non avrò uno specchio.

 

Ma come si fa a trovare la sensazione del movimentocorretto?

Questo è uno dei compiti principali degli allenatori e dei coach. Grazie alla loro esperienza aiutano gli sportivi a sviluppare la sensazione per il movimento corretto in base ai loro requisiti ecapacità individuali. Qual è la sensazione di uno sciatore che parte in discesa o quando si colpisce la palla con un tiro topspin? A volte occorre semplicemente provare e l’allenatore può dire proprio in quell’istante in cui il movimento è ottimale: ecco, cisiamo, questa è la mossa giusta. Ricordati questa sensazione!

 

Perché è così difficile cambiare o correggere un movimento?

Finché riesco a raggiungere quello che voglio, andare dritto, scendere un pendio, tirare la palla oltre la rete ecc. il corpo non ha motivo di cambiare qualcosa. Ha trovato una soluzione che funziona. Ma forse esiste anche una soluzione migliore per fare più canestri o saltare più in alto. Qual è allora il problema? Più a lungo il corpo fa esperienze positive con la «sua» soluzione di movimento e più sarà difficile suscitare interesse per una nuova soluzione. Nonostante questa sia migliore.

 

In fondo, vale la pena cambiare un modello di movimento se funziona?

Sì, per esempio per prevenire lesioni. Anche se si raggiunge un obiettivo con sicurezza, può essere che a lungo termine un determinato movimento comporti lesioni o usura. Un altro aspetto è l’aumento della prestazione: nello sport agonistico per migliorare anche piccoli dettagli nel movimento è necessario un allenamento intensivo. Se si pratica uno sport per hobby, ognuno è libero di decidere se tale sforzo vale la pena, per esempio per tagliare il traguardo di una maratona due minuti prima.

 

Con l’avanzare dell’età è più difficile convincere il corpo a un nuovo movimento?

Sì, perché il corpo diventa sempre più «conservativo». Sa esattamente come raggiungere un determinato obiettivo e non gli piace sperimentare. Tuttavia, anche se è dura, i movimenti si possono cambiare a ogni età. Anzi, a volte è necessario modificare alcuni movimenti abituali anche in età avanzata. Per esempio quando non si riesce più a piegarsi per legare le scarpe. Alcorpo non resta altro da fare che apprendere nuovamente il movimento «piegare il ginocchio» e memorizzarlo.

 

Quando pratica sport riflette continuamente su comeottimizzare i propri movimenti?

Chi nello sport continua a pensare, fa fondamentalmente qualcosa di sbagliato. Scendere da un pendio innevato al tramonto e pensare alla distribuzione perfetta del peso è impensabile! Anche gli atleti d’eccezione raggiungono la loro migliore prestazione quando si sciolgono e non cercano di controllare i loro movimenti in modo consapevole.

Il prof. dott. Ernst-Joachim Hossner, 56 anni, professore ordinario di scienze motorie e dell’allenamento dell’istituto di scienze sportive dell’Universitàdi Berna. Come responsbile della sezione di scienze sportive IV si occupa dello studio e della ricerca del controllo e dell’ottimizzazione dei movimenti sportivi.

www.ispw.unibe.ch
Indicazione giuridica Colofone