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Cambiare abitudini? Ahahah!

Smettere di mangiare troppe calorie, di essere sempre online, muoversi di più… si fa presto a dirlo. In realtà sono pochi coloro che riescono ad abbandonare per sempre le cattive abitudini. Qual è il loro segreto?

Testo: Ruth Jahn
Foto: Sven Germann

Mettiamo il caso che siate appena tornati da una lunga e faticosa giornata lavorativa. Via le scarpe, lasciate le chiavi e la spesa sul tavolo. Senza pensarci troppo poi aprite il frigorifero. Dopo un paio di barrette al cioccolato iniziate a sentirvi meglio, ma solo per un momento. In realtà vi eravate promessi di bruciare quei fastidiosi chiletti di troppo e di praticare più sport.

Ma allora perché non lo fate? «Le abitudini sono processi che si svolgono in mondo inconscio, perciò bisogna prima rendersene conto», asserisce Daniel Hausmann, esperto di psicologia comportamentale dell’Università di Zurigo. «Solo una volta capite abbiamo la possibilità di cambiarle.»

Care abitudini
Le abitudini sono una specie di «programma risparmio» pensato dal cervello: se ripetuti di continuo, certi nostri comportamenti vengono registrati e salvati, infine compiuti meccanicamente in risposta a determinati stimoli. Nel nostro esempio, il ritorno a casa è lo stimolo e l’apertura del frigorifero è «la risposta» allo stimolo. Più spesso si mangia cioccolato, più tale comportamento viene registrato e salvato dal cervello.

Il nostro cervello lavora diligentemente a questo processo anche perché il cioccolato rappresenta una ricompensa immediata. Praticare sport invece è faticoso e i benefici che da esso si traggono si vedono soltanto con l’andar del tempo. Cattive notizie dunque per gli amanti del cioccolato intenzionati a perdere peso.

La soluzione elegante
Per questo motivo solo poche persone riescono a realizzare i loro buoni propositi per il nuovo anno. Alcuni studi dimostrano che dopo un anno solo una persona su dieci si è attenuta ai buoni propositi (vedasi riquadro «Abbandonare le cattive abitudini»). Ma attenzione! Una su dieci ce l’ha fatta. Come? La bella notizia è che esiste una soluzione elegante. «Se cercate di cambiare le vostre abitudini, basta ridefinirle», afferma Hausmann-Thürig.

Ecco come fare: «Collegate la nuova abitudine (p.es. fare più sport) a stimoli già esistenti e a determinate situazioni», consiglia Hausmann-Thürig. Concretamente: quando rientrate a casa dopo il lavoro aprite lo sportello della scarpiera in cui tenete le vostre scarpe da jogging e non quello del frigorifero. E questo finché la novità introdotta non diventi a sua volta routine. Più regolarmente si pratica sport o si portano a compimento altri propositi, minore difficoltà si avrà ad abituarcisi.

Tutto ciò non ha nulla a che fare con una volontà di ferro o con l’autodisciplina, ciò che conta è la motivazione personale: «Cercate di capire quali sono i vostri desideri e i vostri veri obiettivi.» Secondo Hausmann-Thürig, inoltre, contano anche le «esperienze che premiano». Una nuova abitudine deve essere divertente! L’attività sportiva dovrebbe suscitare sensazioni positive, proprio come le suscitava la barretta di cioccolato.


Il dott. phil. Daniel Hausmann-Thürig è uno psicologo riconosciuto dalla FSP. Lavora all’Istituto di psicologia dell’Università di Zurigo nel team di psicologia sociale e della salute applicata ed è direttore della ricerca sul processo decisionale applicata all’ambito medico e alla psicologia della salute.


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