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Miti e fatti sulla protezione solare

Grigliate, escursioni, bagni: quando il sole ci invita a uscire di casa. Come tutti sanno, i raggi UV sono dannosi per la pelle. Ma come ci si protegge al meglio? 10 miti e fatti sulla salute della pelle. Lo sapevate?

Testo: Julie Freudiger; foto: Unsplash

I raggi UV del sole accelerano l’invecchiamento della pelle e aumentano il rischio di melanoma. Ormai lo sanno tutti. Ma ci sono anche alcuni miti sulla protezione solare. Quanta protezione solare è sufficiente? E perché una protezione solare minerale è meglio? O forse non lo è? 10 miti e quanta verità c’è in essi.

Mito numero 1: alcune creme solari proteggono tutto il giorno

Ogni pelle ha una propria protezione contro i raggi UV nocivi. Più chiara è la pelle, più breve è tale protezione. Le creme solari prolungano la protezione propria della pelle del fattore indicato sulla confezione. Esempio: una persona con la pelle molto chiara ha una protezione propria di circa 10 minuti. Se si applica il fattore di protezione 30, si può stare al sole per circa 300 minuti. Ma prendere il sole con un cronometro è pura teoria. Da un lato, molte persone considerano il loro tipo di pelle troppo insensibile. Per questo motivo, la Lega svizzera contro il cancro ha rinunciato da anni a raccomandare una protezione secondo il tipo di pelle. D’altra parte, il sudore, l’acqua e l’esercizio fisico annullano la protezione solare prima che raggiunga la sua durata massima. 

Mito numero 2: riapplicare la crema prolunga la protezione

Molti credono che dopo aver applicato la crema una seconda volta, la protezione ricomincia da capo. Ma è sbagliato. Indipendentemente dal tipo di pelle, la protezione specificata è valida solo una volta al giorno. Tuttavia, è necessario riapplicare la crema ogni tanto per mantenere la protezione, perché le creme non restano attaccate. 

Mito numero 3: nessuna crema solare è veramente impermeabile

Una crema solare che resiste a tutto: sarebbe comodo, ma non corrisponde alla realtà. Le creme sono considerate «impermeabili» se offrono ancora almeno il 50% della protezione dichiarata dopo il risciacquo. Anche i filtri solari impermeabili devono dunque essere riapplicati dopo il bagno, se si vuole mantenere la protezione. 

Mito numero 4: più crema si mette, meglio è

È proprio così. La maggior parte di noi mette troppa poca crema solare. Ma in questo caso non conviene risparmiare, chi applica troppa poca crema riduce notevolmente la protezione. La Lega svizzera contro il cancro consiglia di applicare una buona quantità di crema due volte di seguito con una pausa di 15 minuti dopo la prima applicazione. Così siamo sicuri di proteggere anche quelle parti che abbiamo dimenticato di coprire la prima volta.

Mito 5: La protezione solare fornita dalle creme solari non fa effetto immediatamente

Falso. Ma ha senso lasciare che la protezione solare si asciughi sulla pelle prima di uscire al sole e sudare. Quando la crema aderisce meglio alla pelle, è meno probabile che si tolga. L’ideale è applicare la crema circa 30 minuti prima dell’esposizione.

Mito numero 6: il sole favorisce la formazione di nei pericolosi

Esistono nei di origine genetica. Altri si sviluppano solo nel corso della vita, e l’esposizione al sole ne favorisce la formazione. I nei sono fondamentalmente innocui, ma in alcuni casi possono svilupparsi in cancro della pelle. Secondo la Lega svizzera contro il cancro, un quinto di tutti i melanomi nascono da un neo esistente. La maggior parte quindi si sviluppa da sé. Tuttavia, chi hai più di 100 nei, appartiene al gruppo a rischio e dovrebbe proteggerti particolarmente bene dal sole e controllare regolarmente la pelle per eventuali mutazioni cutanee.

Mito numero 7: anche per gli sportivi valgono le stesse regole

È naturale: chi fa sport, suda. Quando il sudore si asciuga o si entra in contatto con l’acqua la protezione solare si riduce notevolmente. Ripetute e frequenti applicazioni di crema nonché un’alta protezione solare sono fondamentali. Se si resta esposti al sole tutto il giorno, ci si dovrebbe proteggere anche con pantaloni e maniche lunghi e un copricapo. Soprattutto in montagna la radiazione UV aumenta: circa il 10% per ogni 1000 metri di altitudine. Anche gli sport acquatici comportano un rischio maggiore, poiché il riflesso dell’acqua intensifica la radiazione UV. Tessuti speciali UV sono raccomandati per soggiorni più lunghi in acqua. A proposito: il momento migliore per fare sport è la mattina presto fino alle 10. 

Mito numero 8: la crema solare va spalmata prima dell’antizanzara

L’ordine perfetto: lasciar assorbire la crema solare per almeno 30 minuti, poi applicare gli spray antizanzara. Questo dipende dalla natura dei prodotti. Mentre la crema solare si assorbe bene nella pelle, i repellenti per zanzare che sono idrosolubili, si fermano sulla superficie. Ecco perché gli antizanzara tengono meno a lungo delle creme solari e vanno applicati una seconda volta. 

Mito numero 9: forti radiazioni solari favoriscono l’herpes labiale

Le labbra vengono spesso dimenticate quando si tratta di protezione solare. A differenza di altre parti del corpo, però, queste sono particolarmente esposte ai raggi UV. L’esposizione a una forte radiazione solare non solo favorisce l’herpes labiale, ma provoca anche un invecchiamento più rapido della pelle intorno alle labbra. Perdono volume e possono apparire linee sottili intorno alla bocca. Ultimo ma non meno importante, le labbra sono anche a rischio di cancro alla pelle.

Mito numero 10: i filtri UV minerali sono meglio di quelli chimici

I filtri UV chimici (organici) e/o minerali (fisici) sono responsabili della protezione delle creme solari. I filtri chimici assorbono i raggi UV e li trasformano in calore. I filtri fisici li riflettono. Il vantaggio dei filtri chimici è l’alta protezione che i filtri minerali non raggiungono. Inoltre la pelle assorbe meglio le creme solari con i filtri chimici. Negli esperimenti sugli animali si sono visti effetti simili agli ormoni, ma secondo l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) non è noto che ciò avvenga anche nell’uomo. Un altro svantaggio: determinati filtri chimici possono sbiancare i coralli. Al contrario, i filtri UV minerali sono molto più ecologici. Sono particolarmente raccomandati per i neonati e per i bambini piccoli, perché sono più rispettosi della pelle. Anche se sono più difficili da spalmare. Alcune creme solari minerali contengono anche nanoparticelle che si sospetta vengano assorbite dal corpo. Ma questo non è scientificamente provato. Quindi, se è meglio l’opzione chimica o minerale, dipende da ciò che stiamo cercando. Molte case produttrici combinano entrambi i filtri.