Dossier: Stress e rilassamento

Dormire meglio

Un sonno ristoratore è indispensabile per il nostro benessere, la nostra salute mentale e il nostro riposo. Ma cos’è un buon sonno? Si può imparare a dormire bene? E dopo un power nap siamo veramente più riposati di prima? L’esperto del sonno Philipp Keller fornisce le risposte.

Intervista: Isabelle Fretz; Foto: Vladislav Muskalov / Unsplash

Signor Keller, che cosa succede durante il sonno?

Philippe Keller: oggi parliamo di quattro fasi del sonno: il sonno leggero, medio, profondo e il sonno REM. Le fasi si svolgono una dopo l’altra e insieme formano un ciclo. Ogni persona le ripete più volte durante la notte.

Cosa succede al corpo quando dormiamo?

I muscoli si rilassano, la respirazione e il battito cardiaco si rallentano, il cervello ha tempo di rigenerarsi nonché archiviare ed elaborare informazioni. Il sonno è essenziale per il nostro benessere.

La maggior parte delle persone si sente più feresca dopo sette o nove ore di sonno.

Solo chi dorme otto ore a notte, l’indomani si sente riposato. È vero?

No, le ore di sonno di cui abbiamo bisogno variano da persona a persona. La maggior parte delle persone, però, si sente più feresca dopo sette o nove ore di sonno. Le ore di sonno di cui abbiamo bisogno per sentirci riposati dipende dall’individuo in questione: ognuno di noi deve scoprirlo da sé; l’importante è essere onesti con se stessi.
 

E per quanto riguarda il luogo comune che il sonno è «buono» solo se si dorme tutta la notte senza svegliarsi?

Questo è solo un mito. Un sonno ristoratore può anche aver avuto brevi interruzioni. Spesso, al mattino, non ci ricordiamo nemmeno di esserci svegliati. Si parla di disturbi del sonno soltanto se dopo essersi svegliati durante la notte, risulta difficile prendere nuovamente sonno.

La mancanza cronica di sonno può fare aumentare persino il rischio di demenza.

Dormire ogni notte soltanto quattro ore per diverse settimane. Come si può recuperare questo deficit di sonno?

Se si fa parte della ristrettissima cerchia di persone che non hanno bisogno di più di quattro, cinque ore di sonno, non c’è da preoccuparsi. Tuttavia, alla stragrande maggioranza di persone queste ore non bastano; e il deficit non può essere recuperato. Pressione alta, emicrania, depressione o irritabilità sono solo alcune delle possibili conseguenze. La mancanza cronica di sonno può persino fare aumentare il rischio di demenza.

Posso ridurre il rischio «allenandomi» a dormire meglio?

In effetti è possibile apprendere a dormire meglio. Il primo passo è riconoscere di avere questo tipo di difficoltà e desiderare il cambiamento. Dopodiché si passa all’igiene del sonno. Ciò comprende fattori quali una camera oscurata, tranquillità, il materasso giusto o una cena leggera. Ovviamente è anche importante mantenere un ritmo del sonno regolare.

Il power nap non dovrebbe superare i 30 minuti.

Un power nap di 20 minuti può essere considerato l’arma imbattibile contro la stanchezza?

Ai power napper più esperti bastano persino dai 10 ai 12 minuti. Il power nap non dovrebbe superare i 30 minuti. Ma poi può dare una vera spinta d’energia; questo fatto è supportato dai dati. Il momento ideale per il breve pisolino è dopo pranzo, tra le 13 e le 14.

E infine: esistono trucchi per prendere sonno più facilmente?

Purtroppo non esiste un metodo universale. A qualcuno basta guardare un film di Rosamunde Pilcher, altri invece prendono sonno accarezzando il proprio gatto; a proposito, i gatti sono dei professionisti del sonno. A volte basta leggere un libro o bere una tazza di tè. Ognuno deve scoprire da sé il metodo più efficace.