Stretching: ecco come si fa oggi

Fare stretching prima o dopo lo sport, in modo costante o molleggiato? Sullo stretching circolano molte mezze verità. Ma cosa è giusto fare e cosa è invece sbagliato? Abbiamo posto otto domande al fisioterapista Sebastian Cormier.

Testo: Helwi Braunmiller, Foto: p.g.c.

1. Lo stretching con il molleggio è ancora consigliato?

No, anzi. È addirittura controproducente! I principianti rischiano di farsi male se molleggiano oltre ilgrado massimo di movimento naturale.

2. È meglio farlo prima, durante o dopo lo sport?

Gli studi dimostrano che non fa alcuna differenza se ci si allunga prima, durante o dopo l’esercizio fisico. Non siamo tuttora in grado di dire con certezza se lo stretching previene le lesioni o riduce i dolori muscolari, figuriamoci se ci rende più flessibili!

Lo stretching serve soprattutto a rilassare la mente.

Si tratta piuttosto di un modo per rilassarsi dal punto di vista mentale dopo lo sport. Prima dello sport consiglio il riscaldamento dinamico, che prepara il fisico e la mente in modo specifico agli sforzi. 

3. Quanto importante è praticare regolarmente lo stretching?

Dipende dal proprio obiettivo. Se non si riesce a compiere un determinato movimento perché manca la mobilità, si possono ottenere degli ottimi risultati facendo ogni giorno degli esercizi di allungamento, visto che hanno un effetto immediato sul sistema nervoso. Ma ci vogliono degli anni per cambiare definitivamente il tessuto connettivo e le fibre muscolari. Ciò non accade solo con lo stretching, ma anche poiché il corpo si adatta al carico nel suo complesso. Un esempio sono i ginnasti che praticano determinate acrobazie sin dalla loro infanzia.

4. Che ruolo svolge la respirazione?

Una respirazione consapevole è essenziale nel processo di allungamento e aiuta a compiere movimenti lenti. Poiché il corpo ha bisogno di tempo per distendersi, un po’ come quando si abbassa il volume. Movimenti troppo forti o bruschi fanno sì che il corpo si irrigidisca.

5. Quanto è importante fare stretching?

A confronto del movimento regolare e dell’allenamento muscolare mirato, la scienza non attribuisce un’utilità misurabile allo stretching. Ma per molti si tratta semplicemente di un’attività che suscita sensazioni piacevoli, come quando ci si gratta quando si prova prurito. L’effetto dell’allungamento è dato dal sistema nervoso. La lunghezza strutturale delle fibre muscolari o del tessuto connettivo non cambiano.

I muscoli e le strutture del tessuto connettivo non si lasciano modificare.

Inoltre, alcuni muscoli o strutture di tessuto connettivo non possono essere adeguate: ci vorrebbe una forza immensa per farlo, e non riusciremmo da soli. 

6. Ci sono parti del corpo che devono essere allungate di più?

Di solito consiglio di fare esercizi di mobilità per la cintura scapolare, la colonna vertebrale toracica e i fianchi.

7. Si deve praticare uno stretching specifico per le diverse discipline sportive o ci sono esercizi che sono adatti per qualsiasi sport?

No, non esiste un programma unico. Consiglio un programma di riscaldamento dinamico, individuale e specifico dello sport, che coinvolga tutte le parti del corpo. 

8. Esiste un esercizio particolarmente efficace?

Per me personalmente è il saluto al sole nello yoga: questa sequenza di esercizi contiene tutto ciò di cui si ha bisogno e può essere adattata a ogni livello.