Dossier: Rimedi fai da te

10 consigli per la cura delle cicatrici

Quando una ferita si rimargina, spesso resta una brutta cicatrice a ricordarci la bruciatura, l’operazione o l’incidente. Con molta pazienza e qualche trucco è possibile ridurre la portata della cicatrice. Come fare? Quando iniziare con la cura e quando è troppo tardi? I consigli del medico per curare le cicatrici in modo corretto.

Testo: Katharina Rilling; foto: iStock

Le cicatrici sono il segno indelebile che ci ricorda una ferita. Non si tratta solo di una questione estetica, le cicatrici, infatti, possono far veramente male e compromettere la funzionalità.

Perché si formano le cicatrici?

Le cicatrici si formano quando la pelle guarisce da una ferita profonda. L’organismo produce il collagene per riparare il tessuto ferito. Il modo in cui il collagene viene prodotto si distingue dalla normale formazione cutanea e diventa visibile: ecco che si forma la cicatrice. Le dimensioni, la forma e il colore dipendono da vari fattori, come ad esempio il tipo di lesione, la posizione sul corpo, i fattori genetici e l’età della persona. Dr. med. Björn Walter, responsabile del centro tumori cutanei e vice responsabile della clinica di chirurgia della mano e plastica presso l’Ospedale cantonale di Winterthur. Nelle sue ore di consultazione tratta diversi tipi di cicatrici e sa quali sono gli aspetti da tenere in considerazione per la cura.

Le cicatrici sono tutte uguali o ci sono delle differenze?

«Vanno considerati due aspetti: uno estetico e uno funzionale», spiega il medico. «Una cicatrice di «buona» quasi non si vede, è piatta e non fa male. Una cicatrice «cattiva» è vistosa, tira, stringe e disturba. Ciò può accadere se passa sopra un’articolazione o distorce le palpebre.» Sul viso, fortunatamente, le cicatrici guariscono quasi sempre in modo impercettibile. Le ferite sulla zona del tronco, quindi sulla schiena, nella zona mediana o del torace sono quelle che guariscono peggio. È lì che il tessuto connettivo si ispessisce, si allarga eccessivamente formando le cosiddette cicatrici ipertrofiche. Il tessuto cicatriziale patologicamente proliferante, chiamato cheloide, è raro. In questi casi la cicatrice si estende oltre i limiti della ferita originale e continua a crescere. Esistono anche le cicatrici incassate, cioè l’opposto di quelle rigonfie. Qui la ferita, guarendo, si deforma verso l’interno e aderisce agli strati di tessuto sottostanti. Questo accade quando il tessuto adiposo sotto la ferita si è ridotto a causa di un intervento chirurgico. 

Per tutti questi tipi di cicatrici può essere utile seguire i consigli dello specialista:

Abbiate pazienza

Innanzi tutto: le cicatrici hanno bisogno di tempo per guarire e schiarirsi. Se una ferita è stata appena suturata, di solito appare meno evidente rispetto a quando la pelle inizia a guarire. Solo allora i tagli e le suture diventano rossi e spessi. Niente paura, secondo Björn Walter è normalissimo. «Il problema più grande è l’impazienza. Cerco sempre di rassicurare chi viene da me dopo cinque settimane a chiedere una correzione della cicatrice.»

L’intervento chirurgico non è consigliabile in una fase iniziale perché la cicatrice può continuare a cambiare in modo imprevedibile, anche dopo la correzione chirurgica. «Può succedere che all’improvviso si sviluppi un rigonfiamento ancora più grande di prima», spiega lo specialista. La buona notizia è che «con molta pazienza e tenacia la cicatrice può davvero cambiare aspetto.» 

Quando è il caso di andare dal medico o dalla medica? Walter consiglia: «Chiedete una consulenza medica se la cicatrice si infiamma, provoca dolore, forte prurito o in generale se avete l’impressione che cresca troppo. Ma accettate anche se il medico vi consiglia di aspettare.»

Rinunciate alle sigarette prima dell’operazione

«Chi sta per sottoporsi a un’operazione importante, può preparare la pelle solo un po’, ma almeno può fare qualcosa in termini di guarigione», afferma il medico.

Il consiglio migliore: rinunciare a fumare per un lungo periodo. Il consumo di tabacco riduce l’apporto di ossigeno, rendendo più difficile la rimarginazione delle ferite e aumentando il tasso di complicanze postoperatorie. Questo può avere un effetto anche sulla cicatrizzazione.

Prima si inizia a curare le cicatrici e meglio è

Il momento per iniziare con la cura è appena la ferita si rimargina in superficie. «Da fuori la cicatrice è manipolabile solo fin quando è ancora rossa e attiva. Quando si è chiusa definitivamente, l’unico modo per modificarne l’aspetto è un intervento chirurgico», afferma Björn Walter.

Fate la prova: se la cicatrice rossastra diventa bianca quando si fa pressione, vuol dire che si sta ancora chiudendo. Se il colore resta lo stesso e non cambia per varie settimane, allora la cicatrice è completamente guarita.

I tempi di guarigione della cicatrice variano a seconda dei casi: «Sul viso le cicatrici spesso si chiudono dopo due o tre mesi. Le grandi cicatrici da ustione, dove in alcuni casi è stato effettuato un innesto di cute, possono continuare a rimarginarsi per due anni, anche se la ferita è guarita da tempo», spiega Walter.

La cura quotidiana con creme, pomate e cerotti

Il silicone influisce positivamente sull’aspetto delle cicatrici. Ecco perché la maggior parte delle creme e dei cerotti per cicatrici acquistati in farmacia contengono questa sostanza. Anche i seguenti componenti sono di sostegno: vitamina E, aloe vera e collagene. Applicare più volte al giorno e massaggiare.

A seconda del punto il cui si trova la cicatrice, delle sue dimensioni e della stagione, i cerotti possono essere la scelta migliore rispetto alle creme, perché i principi attivi vengono assorbiti dalla pelle più a lungo. Può diventare sgradevole in estate, però, perché la pelle suda di più. E chi ha voglia di portare per settimane un cerotto sul naso?  

Il massaggio delle cicatrici le rende più elastiche

«Quando c’è una ferita, il corpo vuole chiuderla il più rapidamente possibile rilasciando collagene in modo disordinato. Durante il periodo di guarigione, massaggiando la cicatrice si può favorire la formazione di reticolato di collagene», spiega il medico. Il massaggio stimola il metabolismo, la pelle diventa più morbida, elastica e più irrorata di sangue. Il tessuto si «scolla» e si riduce la sensazione di tensione.

La cosa migliore è strofinare energicamente la cicatrice sull’osso o farla rotolare avanti e indietro tra due dita. Chi usa una pomata per cicatrici può applicarla regolarmente durante il massaggio, almeno due volte al giorno.

Proteggete la pelle e rinunciate a indumenti aderenti

Le sollecitazioni meccaniche, come la trazione o lo stiramento, stressano il tessuto cicatriziale e devono essere evitate. Nelle prime quattro-otto settimane di guarigione della ferita è sconsigliato l’esercizio fisico intenso. Inoltre, è meglio evitare indumenti stretti e abrasivi. Questo non solo può essere fastidioso, ma lo sfregamento del tessuto che si sta rigenerando può anche far aumentare la portata dell’escrescenza.

Attenzione all’esposizione al sole

«Proteggetevi dal sole. I raggi solari modificano i pigmenti della pelle, facendo apparire la cicatrice più chiara o più scura del resto», spiega il medico. Inoltre, il tessuto cicatriziale nuovo è particolarmente sensibile alla luce solare diretta.

Un consiglio: coprite la cicatrice o spalmatela con abbondante crema solare con fattore di protezione alto. Il programma di protezione solare deve essere svolto per circa un anno.

Compressione: applicate pressione sulla cicatrice

«Una pressione uniforme e ampia applicata sulla cicatrice è efficace dal punto di vista medico e contrasta il dolore e il forte prurito della pelle che sta guarendo. Nelle bruciature, ad esempio, ai pazienti vengono fornite guaine o tute compressive che a volte devono indossare per sei mesi», spiega il Dr. med. Walter.

La pressione compressiva spinge il tessuto di collagene a disporsi parallelamente alla superficie cutanea,rendendo la cicatrice più morbida e flessibile, minimizzandone lo spessore e riducendo così i movimenti e le limitazioni funzionali.

Anche in questo caso la pazienza paga: per la cura efficace delle cicatrici è importante indossare la protezione compressiva giorno e notte per un periodo di tempo prolungato.

Evitate lo stress e dormite a sufficienza

«In studio vediamo spesso quanto lo stress influisce negativamente su tutte le malattie e impedisce la guarigione. Ecco perché la psiche è importante anche per le cicatrici», dice convinto il medico. È importante affrontare la questione con positività e dare tempo al proprio corpo e dormire a sufficienza.

Walter afferma: «Non dobbiamo mai dimenticare che la cicatrice resta e appartiene al corpo e alla sua storia. Accettarla è un passo importante.»

Ultima spiaggia: l’intervento chirurgico

Il dermatologo ha a disposizione anche vari trattamenti per la correzione estetica di piccole cicatrici, come per esempio il laser. «Ma spesso ci vuole più tempo di quanto si pensi prima che io intervenga in modo più invasivo. Di solito si deve aspettare circa un anno», afferma Björn Walter.Però: «Se creme, massaggi e compressioni non aiutano e la cicatrice è ancora attiva, inietto il cortisone.»

In ultima istanza, si può anche asportare la protuberanza. Dopodiché la cicatrice viene sottoposta a radioterapia, come per i tumori, anche se con un dosaggio ridotto. Se le cicatrici compromettono la funzionalità, ad esempio aderendo ai nervi o sfregando dolorosamente sulle ossa, l’intervento chirurgico è consigliato più rapidamente. L’iniezione di grasso può fungere da imbottitura e dare sollievo.

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