DDAI nei bambini e negli adulti: sintomi e consigli
Indipendentemente dall’età, con le giuste conoscenze è possibile riconoscere il DDAI in sé e negli altri e imparare a gestire questa forma di neurodiversità
Le informazioni più importanti a colpo d’occhio
- Il DDAI è un disturbo dello sviluppo neurologico caratterizzato principalmente da disattenzione, impulsività e iperattività, che si manifesta in modo diverso in bambini, adolescenti e adulti.
- I sintomi e le manifestazioni variano a seconda dell’età e del sesso, vengono spesso trascurati nelle donne e nelle ragazze e sono spesso associati ad altre patologie psichiche e fisiche.
- Oltre alle difficoltà, il DDAI presenta anche punti di forza, quali creatività, flessibilità, grande energia e iperconcentrazione, che dovrebbero essere valorizzati e integrati consapevolmente nella terapia.
- Le cause sono riconducibili a una combinazione di fattori genetici, neurobiologici (in particolare la regolazione della dopamina) e fattori ambientali.
- La cura è multimodale (medicinali, psicoterapia, corsi di formazione per genitori, coaching, mindfulness, modifica dello stile di vita e delle condizioni scolastiche) e può aiutare le persone interessate a sfruttare meglio il proprio potenziale nella vita quotidiana.
Che cos’è il DDAI?
Il DDAI è un disturbo dello sviluppo neurologico che può interessare bambini, adolescenti e adulti e che si manifesta con difficoltà di attenzione, impulsività e iperattività. L’acronimo DDAI sta per disturbo da deficit di attenzione e iperattività.
DDAI: sintomi nei bambini e negli adulti
I sintomi più comuni del DDAI possono essere suddivisi in tre categorie principali:
- Disattenzione: chi ha un DDAI può avere difficoltà a concentrarsi, dimenticare spesso le cose, distrarsi facilmente e incontrare problemi nell’organizzare e portare a termine i compiti.
- Impulsività: le persone con questo disturbo agiscono spesso in modo avventato, interrompono gli altri, hanno difficoltà ad aspettare e, in situazioni emotivamente intense, tendono spesso reagire in modo immediato.
- Iperattività: molte persone con DDAI sentono un bisogno eccessivo di muoversi, soffrono di irrequietezza interiore o fanno fatica a stare ferme. Quest’ultimo aspetto si manifesta spesso nelle persone adulte sotto forma di irrequietezza.
I sintomi variano a seconda dell’età e del sesso e si manifestano solitamente in diversi ambiti della vita.
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Bambini e giovani
I sintomi più comuni del DDAI nei bambini e negli adolescenti comprendono la disattenzione, l’iperattività e l’impulsività. Di solito si manifestano prima dei 12 anni e si riscontrano a scuola, in famiglia o nei rapporti con gli amici.
Sintomi
- Difficoltà di concentrazione, distrazione dovuta a rumori o pensieri
- Frequenti dimenticanze, disordine e difficoltà nell’organizzazione e nel portare a termine i compiti
- Soprattutto nella quotidianità scolastica, spesso percepito dagli insegnanti come «sognante»
- Difficoltà a stare seduti fermi, soprattutto durante le lezioni
- Disordini interni
- Azioni avventate e comportamenti rischiosi
- Tendenza a interrompere le altre persone
- Rispondere ad alta voce senza che nessuno lo abbia chiesto
- Scarsa tolleranza alla frustrazione, con scatti d’ira, facile irritabilità o comportamenti aggressivi
- Frequenti sfoghi emotivi
Sintomi nelle bambine
Il fatto che il DDAI possa manifestarsi in modo diverso nei bambini e nelle bambine è stato a lungo sottovalutato. Molte bambine non hanno quindi ricevuto una diagnosi corretta.
«La distrazione e l’assenza, così come l’instabilità emotiva, sono caratteristiche tipiche delle bambine, molto più dell’iperattività», afferma Stephan Kupferschmid. È primario del reparto di psichiatria infantile e adolescenziale della clinica privata di Meiringen.
Sintomi durante la pubertà
Dopo i 12 anni i sintomi spesso cambiano rispetto all’infanzia. L’iperattività diminuisce, mentre la disattenzione e l’impulsività permangono o si manifestano in modo diverso.
- Disattenzione: alle difficoltà di organizzazione e concentrazione e alla tendenza a dimenticare le cose si aggiunge spesso la procrastinazione, cioè il continuo rimandare i compiti.
- Irrequietezza interiore: l’iperattività esterna diminuisce, mentre aumentano sensazioni di agitazione interna, irrequietezza, ma anche apatia o una «mancanza totale di voglia».
- Impulsività: aumenta la propensione al rischio, così come gli sbalzi di umore, la disregolazione emotiva e i conflitti con le figure autoritarie o i coetanei.
Questi sintomi si accentuano a causa dello stress legato alla pubertà e si manifestano sia a scuola che nelle relazioni sociali.
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Donne
Anche in età adulta, i sintomi della DDAI spesso differiscono tra uomini e donne. «Nelle donne adulte il DDAI si manifesta spesso in modo meno evidente rispetto agli uomini, con una maggiore incidenza di irrequietezza interiore e sintomi emotivi piuttosto che di iperattività esteriore», afferma Kupferschmid.
Sintomi
- Gravi difficoltà di concentrazione
- Dimenticanza (ad es. chiavi smarrite, appuntamenti mancati)
- Tendenza a sognare a occhi aperti
- Carenze organizzative
- Difficoltà nel portare a termine i compiti
- Sbalzi di umore
- Elevata irritabilità
- Esperienza emotiva intensa
- Bassa autostima
- Ipersensibilità alle critiche e sensazione di sovraccarico
- Caos mentale, turbinio di pensieri
- Sovraccarico sensoriale (ad esempio causato da rumori o luce)
- Procrastinazione
- Esaurimento cronico nonostante la frenesia interiore
Questi sintomi sono spesso accentuati dagli sbalzi ormonali (ad esempio durante il ciclo mestruale) e nelle donne passano inosservati più spesso che negli uomini.
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Uomini
Negli uomini adulti, i DDAI si manifesta spesso in modo più evidente attraverso sintomi esteriori come l’iperattività e l’impulsività rispetto alle donne.
Sintomi
- Difficoltà di concentrazione
- Carenze organizzative
- Errori di distrazione sul lavoro
- Problemi di memoria
- Difficoltà nel portare a termine i compiti
- Irrequietezza interiore, nervosismo
- Difficoltà a stare fermi e forte bisogno di parlare
- Decisioni avventate (ad es. acquisti impulsivi, guida spericolata)
- Scatti d’ira
- Tendenza a interrompere gli altri
- Scarsa tolleranza alla frustrazione
- Conflitti nelle relazioni o sul lavoro
Gli uomini spesso compensano praticando sport, ma presentano un rischio maggiore di stress, ansia o depressione rispetto alle donne.
Sintomi concomitanti frequenti del DDAI
«Le comorbilità più comuni del DDAI si riscontrano in fino all’80 percento delle persone affette e influenzano fortemente la vita quotidiana», afferma Stephan Kupferschmid. «Per un trattamento olistico è importante riconoscere tempestivamente i sintomi concomitanti.»
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In età infantile e giovanile
- Disturbi dell’apprendimento come la legastenia o la discalculia
- Disturbi comportamentali, tic e comportamento oppositivo
- Disturbi del sonno e alto tasso di incidenti causati dall’impulsività
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Negli adulti:
- Depressioni
- Disturbi ansiosi
- Disturbi dell’attaccamento
- Dipendenze
- Disturbi alimentari
- Sovrappeso
- Disturbi fisici quali l’asma, l’emicrania o la sindrome delle gambe senza riposo
«Non è raro che vengano diagnosticati prima i sintomi associati, come ad esempio un burnout, un disturbo ansioso o una depressione, senza che la persona specialista pensi alla neurodiversità, ovvero al DDAI», afferma Kupferschmid.
I vantaggi del DDAI: imparare ad apprezzare gli aspetti positivi
Il DDAI viene spesso associato, a ragione, a delle difficoltà, ma questo disturbo neurodivergente comporta anche numerosi vantaggi. Secondo l’esperto Kupferschmid, l’obiettivo principale della terapia è proprio quello di scoprire questi aspetti.
«Nella terapia puntiamo sull’attivazione delle risorse: in altre parole, individuiamo i punti di forza della persona interessata e cerchiamo insieme come possa metterli a frutto.»
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Creatività e pensiero
Le persone affette da DDAI spesso non ragionano in modo lineare, ma in modo divergente. In questo modo i loro pensieri sono più interconnessi, ovvero generano più associazioni relative a un concetto o a un argomento. Inoltre, affrontano le cose in modo diverso e spesso dimostrano maggiore ingegnosità. È così che risolvono i problemi in modo innovativo e originale.
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Energia e dinamismo
Le persone affette da DDAI spesso sembrano molto energiche perché il loro cervello, a causa delle difficoltà di regolazione dei neurotrasmettitori dopamina e noradrenalina, è sottostimolato e quindi è costantemente alla ricerca di stimoli. Ciò porta all’iperattività, ma anche a fasi di iperconcentrazione, spontaneità, passione e motivazione nel lavoro, nello sport o nelle attività creative.
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Flessibilità
Chi ha il DDAI ha un modo di pensare più divergente ed è spesso abituato al caos mentale. Questo aiuta ad affrontare meglio i cambiamenti.
DDAI: del tutto normale, ma in modo diverso
Il musicista, beatboxer e coach DDAI Miguel Camero parla con Frank Baumann della sua diagnosi e della gestione delle difficoltà comportamentali. Demoni, aggressività, irrequietezza, depressione: dove si trova il confine tra DDAI e comportamenti problematici? Cosa si impara su se stessi parlando con altri «DDAI»? Quali sono i vantaggi e gli svantaggi del Ritalin? E i genitori dei bambini colpiti dovrebbero essere più severi?
Cosa causa il DDAI?
Il DDAI è il risultato dell’interazione tra fattori genetici, neurobiologici e ambientali.
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Carenza di dopamina
Da un lato, diversi geni influenzano la regolazione dei neurotrasmettitori dopamina e noradrenalina. Alcune varianti genetiche ereditarie possono alterare questo equilibrio, soprattutto a livello cerebrale.
Lo squilibrio della dopamina provoca una carenza di dopamina in diverse aree del cervello. Se nella corteccia prefrontale manca la dopamina, ciò compromette il funzionamento delle cellule nervose che vi si trovano e che sono responsabili della pianificazione, del controllo degli impulsi e della concentrazione.
La carenza di dopamina si manifesta anche nell’amigdala, il centro delle nostre emozioni. Si verificano reazioni emotive esagerate, rabbia o frustrazione. E anche il centro di ricompensa nel cervello presenta una carenza di dopamina. Questo riduce la motivazione a svolgere compiti noiosi e aumenta il desiderio di maggiore stimolo.
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Epigenetica
A ciò si aggiungono i fattori ambientali prima e dopo la nascita, tra cui figurano soprattutto il fumo, l’alcol e le droghe durante la gravidanza, nonché le complicazioni durante il parto.
Anche i traumi subiti nella prima infanzia (ad es. abusi, trascuratezza, instabilità emotiva) aumentano in modo significativo il rischio di DDAI. Ciò è dovuto soprattutto al fatto che i traumi subiti nella prima infanzia hanno un impatto negativo sulla maturazione delle strutture cerebrali responsabili dell’elaborazione delle emozioni.
Come ipotizza la scienza, esistono altre cause alla base dell’insorgenza della DDAI che al momento non sono ancora note. La ricerca si concentra in particolare sull’interazione tra predisposizione biologica e contesto di vita.
«In diversi ambiti scientifici osserviamo come i fattori ambientali possano attivare o disattivare i geni e come ciò possa influire sull’insorgenza di disturbi nell’organismo. «Dobbiamo approfondire questo nesso anche per quanto riguarda l’insorgenza del DDAI», afferma Kupferschmid.
«Le persone affette da un disturbo neurodivergente possiedono punti di forza specifici.»
Come viene diagnosticato il DDAI in Svizzera?
In Svizzera, la diagnosi di DDAI viene effettuata in modo standardizzato secondo criteri specifici e prevede diverse fasi volte a chiarire i sintomi presenti fin dall’infanzia, le limitazioni e le diagnosi differenziali.
- Anamnesi e colloquio: colloquio approfondito sui sintomi, sull’infanzia, sugli aspetti della vita quotidiana (lavoro, relazioni) e sull’esclusione di cause fisiche (ad es. esami dell’udito e della vista).
- Questionari e test: scale standardizzate (ad esempio per l’attenzione e l’impulsività), test neuropsicologici sulla concentrazione e sul controllo degli impulsi e, spesso, coinvolgimento dei familiari.
- Feedback: discussione conclusiva sulla diagnosi e sul piano di cura.
«Per noi professionisti è importante riuscire a formarsi un quadro d’insieme coerente», afferma lo psichiatra infantile e giovanile Kupferschmid. Per questo cerchiamo di raccogliere informazioni non solo dalla persona interessata, ma anche da genitori, insegnanti (nei bambini e adolescenti) o partner (nelle persone adulte).
La diagnosi viene solitamente formulata da specialisti o specialiste in psichiatria e psicoterapia, psicologi o psicologhe con un perfezionamento in neuropsicologia, mediche e medici di base qualificati o neuropediatri e neuropediatre.
Lunghi tempi di attesa: cosa fare?
«I tempi di attesa possono arrivare ormai fino a un anno», afferma Kupferschmid. Durante la pandemia la domanda è aumentata notevolmente e da allora si è mantenuta su livelli elevati.
Consiglia di approfittare di questi tempi di attesa per informarsi meglio sul DDAI e mettersi in contatto con gruppi di auto-aiuto. L’esperto auspica che in futuro possano essere di supporto app o altre soluzioni digitali.
Opzioni terapeutiche per il DDAI
Nel caso del DDAI, gli specialisti e le specialiste puntano su una terapia multimodale: «Adottiamo approcci diversi a seconda dell’età, dei sintomi e della situazione di vita», afferma Kupferschmid.
- Medicinali: gli stimolanti come il metilfenidato (Ritalin, Concerta) o le anfetamine (Elvanse) migliorano l’equilibrio dei neurotrasmettitori nel cervello e alleviano i sintomi principali.
- Psicoterapia: la terapia cognitivo-comportamentale viene utilizzata sia negli adulti che nei bambini e negli adolescenti. Aiuta a sviluppare la gestione del tempo, le capacità organizzative e il controllo degli impulsi, oltre a contribuire a superare gli schemi di pensiero negativi e a regolare meglio le emozioni.
- Corsi di formazione per genitori: qui i genitori imparano come interagire meglio con i propri figli nella vita quotidiana, per sostenerli nel miglior modo possibile.
Terapia vs. medicinali
I medicinali per il DDAI vengono solitamente prescritti quando i sintomi compromettono in modo significativo la vita quotidiana e le altre misure da sole non sono sufficienti. «Sono particolarmente indicati in caso di forte disagio, in presenza di problemi a scuola, sul lavoro, in famiglia o nel tempo libero, nonché in presenza di ulteriori sintomi associati», afferma Kupferschmid.
Cosa paga l’assicurazione malattia?
L’assicurazione base obbligatoria (AOMS) copre i costi delle cure per il DDAI a determinate condizioni.
- Diagnostica e accertamenti: I test neuropsicologici e le valutazioni psichiatriche sono coperti se è presente una prescrizione medica.
- Medicinali: i costi sono coperti per i bambini a partire dai 6 anni, a condizione che sia stata formulata una diagnosi da parte di uno psichiatra o di una pediatra. Per gli adulti, i costi sono coperti nell’ambito di una terapia multimodale, a condizione che presentino una diagnosi che attesti che i sintomi sono presenti fin dall’infanzia.
- Terapia: i costi della psicoterapia e della terapia comportamentale sono coperti dalle casse malati se vengono effettuate da terapiste/i abilitati. Le terapie stazionarie o i trattamenti riabilitativi possono essere coperti se medicalmente necessari. In questo caso è consigliabile chiarire la questione in anticipo con la propria assicurazione malattia.
Vivere con il DDAI: altre possibilità di sostegno
Oltre alla terapia di base, esistono numerose misure che aiutano le persone affette da questa patologia a rendere la loro vita quotidiana più semplice e strutturata.
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Coaching
Aiutano le persone interessate soprattutto nella gestione del tempo e nell’organizzazione della vita quotidiana. Le persone interessate imparano quanto segue:
- Suddividere i compiti in piccoli passaggi
- Definire le priorità
- Riconoscere gli schemi di distrazione
- Superare gli ostacoli della procrastinazione
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Approcci basati sulla consapevolezza
Le tecniche di mindfulness aiutano le persone interessate a gestire meglio le proprie emozioni e a rilassarsi più facilmente.
«A tal fine sono particolarmente indicati metodi che stimolano l’attività fisica, come ad esempio lo yoga», afferma l’esperto Kupferschmid.
Anche gli esercizi di respirazione e il rilassamento muscolare progressivo sono tecniche che favoriscono l’equilibrio e la calma.
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Modificare il proprio stile di vita
Un’alimentazione equilibrata, un sonno adeguato e l’attività fisica possono alleviare i sintomi della DDAI, regolando in modo naturale i livelli di neurotrasmettitore dopamina nell’organismo, in particolare nel cervello.
- Alimentazione ricca di omega-3: Favorisce le funzioni cerebrali e riduce l’impulsività tipica della DDAI.
- Ridurre lo zucchero e la caffeina: Previene forti oscillazioni dei livelli di dopamina.
- Sonno: rispettate orari regolari per andare a dormire ed evitate di usare il cellulare, la TV e simili almeno un’ora prima di coricarvi.
- Movimento: l’attività fisica favorisce un maggiore rilascio di dopamina e riduce i livelli degli ormoni dello stress.
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Misure di sostegno scolastico
Per i bambini e gli adolescenti affetti da DDAI, le misure di compensazione degli svantaggi nelle scuole garantiscono loro condizioni di apprendimento eque.
In genere viene concesso, ad esempio, più tempo per sostenere gli esami; possono lavorare in un luogo tranquillo al di fuori dell’aula, ricevono ausili per la scrittura o la lettura o un registratore vocale, possono scrivere al computer invece che a mano oppure sostenere determinati esami oralmente anziché per iscritto.
DDAI nei bambini: consigli per i genitori
«Per i genitori, conoscere il DDAI e adottare misure mirate nella vita quotidiana è fondamentale per rapportarsi con il proprio figlio», afferma l’esperto Kupferschmid.
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Collaborare attivamente con gli insegnanti
Quando i genitori coinvolgono attivamente il corpo docente, si crea una collaborazione educativa che favorisce lo sviluppo ottimale del bambino.
In questo modo impara le regole di condotta a scuola e a casa, che gli insegnano la coerenza e il senso di responsabilità e gli dimostrano che non è solo ad affrontare le sfide quotidiane.
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Condividere le proprie esperienze nei gruppi di auto-aiuto
Nei gruppi di auto-aiuto i genitori imparano quali sono le questioni educative più importanti e come collaborare al meglio con la scuola.
Lo scambio con altre famiglie nella stessa situazione offre sollievo emotivo, poiché ci si rende conto di non essere soli ad affrontare queste difficoltà.
Per ulteriori informazioni rivolgersi all’ADHS-organizzazione elpos Svizzera specializzata nel DDAI e all’associazione DDAI/DDA Svizzera.
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Diventare esperti/e nei corsi di formazione per genitori
Si tratta di corsi di gruppo strutturati rivolti ai genitori di bambini affetti da DDAI, che forniscono strategie educative pratiche e informazioni sul disturbo.
I genitori imparano a conoscere nel dettaglio le cause, i sintomi e le ripercussioni del DDAI sul bambino o sulla bambina e sulla famiglia. Impareranno a comunicare in modo corretto con il proprio bambino, a gestire meglio gli scatti d’ira, a stabilire dei limiti adeguati e ad agire con coerenza.
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Regole e routine chiare
Stabilite poche e semplici regole familiari, elaboratele insieme e applicatele con coerenza, ricorrendo a ricompense anziché a punizioni.
Introdurre routine quotidiane fisse (ad esempio, programmi visivi con immagini) per fornire un punto di riferimento.
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Rilassamento ed esercizio fisico:
Incoraggiate i bambini a fare molto movimento ogni giorno attraverso lo sport e il gioco. Praticate attività all’aria aperta come andare in bicicletta, fare passeggiate, giocare a pallone o saltare sul trampolino.
Gli sport di squadra aiutano i bambini a imparare le regole e a sviluppare lo spirito di squadra. Sport individuali come il judo o la ginnastica aiutano a gestire le emozioni e a sviluppare la tolleranza alla frustrazione.
È importante anche garantire momenti di calma. In questi casi sono utili momenti di riposo regolari, massaggi, yoga per bambini, musica rilassante o attività sensoriali calmanti come dipingere o modellare l’argilla.
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Interazione positiva
Lodate in modo mirato i piccoli successi e i punti di forza, in modo che vostro figlio o vostra figlia possa acquisire maggiore fiducia in se stesso. Evitate richiami ripetuti e continui
Prestate attenzione ai primi segnali di sovraccarico, in modo da poter intervenire prima che la situazione degeneri (ad esempio, facendo una pausa al momento giusto).
Conclusione: il DDAI come opportunità
Nonostante le difficoltà che comporta per chi ne è affetto, il DDAI rappresenta anche un’opportunità: «Le persone affette da un disturbo neurodivergente possiedono punti di forza individuali che possono sfruttare consapevolmente», afferma Kupferschmid.
Chi valorizza risorse quali creatività, soluzioni non convenzionali, spontaneità e capacità di adattamento rapido può integrarle in modo positivo nella vita quotidiana. Oggi molte aziende considerano queste caratteristiche una risorsa.