Disturbi dell’equilibrio: cause, sintomi e cura
Il nostro sistema di equilibrio svolge un lavoro complesso per permetterci di stare con i piedi per terra. Ma, di tanto in tanto, gli capita di commettere degli errori.
A volte abbiamo la sensazione di perdere l’equilibrio: tutto sembra girare intorno a noi, la terra ci viene a mancare sotto i piedi o ci sentiamo come se stessimo cadendo nel vuoto.
In momenti del genere, il nostro sistema di equilibrio vacilla. Tali disturbi possono verificarsi per una serie di motivi e sono piuttosto comuni: Quasi una persona su quattro soffre di disturbi dell’equilibrio almeno una volta nella vita e il rischio aumenta con l’età.
Questo spesso provoca dei disagi. È quindi fondamentale riconoscere tempestivamente i sintomi e le cause, per poter intervenire in modo appropriato.
Organo dell’equilibrio: cosa controlla il nostro equilibrio?
Tre sistemi di organi sono responsabili del nostro equilibrio: l’organo dell’equilibrio, gli occhi e la propriocezione (senso di posizione).
Il nostro organo dell’equilibrio si trova nell’orecchio interno. È costituito, tra l’altro, da tre canali semicircolari e dalle cellule ciliate, che sono collegate al nervo vestibolare. Le arcate rilevano le accelerazioni rotazionali in tutte le direzioni dello spazio.
L’organo vestibolare invia informazioni al nostro centro dell’equilibrio nel tronco encefalico e nel cervelletto attraverso il nervo vestibolare.
«Le vertigini sono qualcosa di molto soggettivo.»
Lì giungono anche altre informazioni che contribuiscono mantenere il nostro equilibrio: le informazioni visive fornite dai nostri occhi, nonché la natura del terreno e la posizione delle nostre articolazioni, che vengono trasmesse al cervello attraverso la propriocezione.
Senza il senso di posizione, non saremmo in grado di percepire come il movimento, la posizione o la postura del nostro corpo si relaziona con la terra e lo spazio in cui ci troviamo.
Il centro dell’equilibrio nel tronco encefalico e nel cervelletto confronta quindi le informazioni provenienti dalle tre fonti e invia comandi ai muscoli degli occhi e dell’apparato locomotore per mantenere costante il nostro campo visivo e il nostro corpo in posizione eretta.
Le vertigini come sintomo principale
Se il nostro centro dell’equilibrio riceve informazioni contraddittorie dalle fonti sensoriali, ciò può provocare vertigini.
Un esempio: state leggendo in macchina. L’organo dell’equilibrio comunica al cervello che il corpo si sta muovendo. Allo stesso tempo, però, gli occhi riportano un ambiente statico: la vista delle lettere del libro. Il cervello non riesce a dare un senso coerente a tutto ciò. Reagisce con vertigini e nausea.
Le vertigini sono un sintomo importante che ci indica che qualcosa non va nel nostro sistema vestibolare. Le vertigini sono qualcosa di molto soggettivo, spiega Julia Dlugaiczyk. L’otorinolaringoiatra e professoressa è co-direttrice del centro interdisciplinare per le vertigini dell’Ospedale Universitario di Zurigo.
«Se si verificano improvvisamente mal di testa, visione doppia, paralisi facciale o emiplegia, è necessario prestare particolare attenzione.»
Per alcune persone tutto gira intorno, per altre è come se i corpo ruotasse nello spazio, altre ancora descrivono una sensazione di oscillazione simile a quella su una barca o la sensazione di salire e scendere in ascensore.
Inoltre, con l’avanzare dell’età la percezione delle vertigini diventa spesso meno netta, afferma la medica. «Molti persone interessate non percepiscono più le vertigini in quanto tali, ma spesso notano di sentirsi più insicure quando camminano.»
Cause dei disturbi dell’equilibrio
Ci sono molte ragioni diverse per i disturbi del sistema vestibolare, spesso più cause si combinano. Questo rende complesso il lavoro della medica Dlugaiczyk e del suo team: «Una volta che i pazienti ci hanno descritto i loro sintomi, inizia la nostra indagine delle cause.»
Secondo l’esperta, i sintomi associati alle vertigini forniscono spesso indizi importanti sull’origine del disturbo: se oltre alle vertigini si hanno anche problemi di udito, la causa è spesso da ricercare nell’orecchio interno. Se invece a questo si aggiunge il mal di testa, la causa scatenante è spesso l’emicrania.
Oppure se le vertigini si verificano soprattutto quando ci si alza, accompagnate da offuscamento della vista, questo indica un problema cardiovascolare.
«Se oltre alle vertigini si manifestano improvvisamente sintomi come mal di testa, visione doppia, paralisi facciale o emiplegia, è necessario prestare particolare attenzione», afferma la professoressa. In questo caso, potrebbe anche trattarsi di un ictus che deve essere trattato rapidamente.
Disturbi dell’orecchio
Spesso, tuttavia, il disturbo del sistema vestibolare è principalmente dovuto a una causa nell’orecchio interno. Queste sono le cause più comuni dei disturbi dell’orecchio.
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Vertigine posizionale benigna
Può colpire chiunque, a prescindere dall’età. Tuttavia, il rischio aumenta con l’avanzare degli anni.
La vertigine posizionale si verifica quando i piccoli calcoli auricolari situati nell’organo dell’equilibrio si staccano e vengono trascinati nei canali semicircolari.
I movimenti tipici che scatenano la vertigine posizionale includono il piegarsi per allacciarsi le scarpe o il girarsi da un lato all’altro del letto.
Durante questi movimenti, le pietre rotolano nel fluido del canale semicircolare, stimolando le cellule ciliate del canale semicircolare interessato in un modo che non corrisponde alla posizione reale del corpo.
È così che si verificano le vertigini. Questo fenomeno si interrompe dopo 30-60 secondi, perché le pietre sono di nuovo ferme. Tuttavia, ogni nuovo movimento che le sposta può scatenare nuovamente le vertigini.
La buona notizia è che con manovre di rilascio mirate, le persone interessate possono riportare i sassolini nella loro posizione corretta nell’organo vestibolare.
I pazienti possono eseguire questi esercizi da soli o con il supporto di mediche o fisioterapisti. Per i casi particolarmente ostinati si utilizzano anche poltrone di trattamento specializzate. «Gli esercizi aiutano in oltre il 90% dei casi», afferma la specialista delle vertigini.
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Infiammazione dell’orecchio medio
Se un’infezione si verifica nell’orecchio medio, può anche diffondersi nell’orecchio interno, danneggiando le cellule ciliate degli organi dell’udito e dell’equilibrio. Questo può portare alla perdita dell’udito e alle vertigini.
Può anche verificarsi un’infiammazione dei nervi vestibolari, senza che ciò sia preceduto da un’infiammazione dell’orecchio medio.
A seconda della causa e della gravità del coinvolgimento dell’orecchio interno, la cura avviene con antibiotici, farmaci antivirali e steroidi.
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Alterazioni benigne del nervo vestibolare
« Possono verificarsi cambiamenti benigni nel rivestimento isolante del nervo vestibolare, la cosiddetta guaina mielinica, che può esercitare una pressione sul nervo uditivo e vestibolare ; e raramente anche sul nervo facciale», spiega Dlugaiczyk.
Il primo sintomo è di solito un peggioramento unilaterale dell’udito, che può portare anche a problemi di equilibrio.
Finché questi cosiddetti schwannomi vestibolari non crescono, vengono monitorati regolarmente con la risonanza magnetica. Se si ingrandiscono, si può ricorrere alla chirurgia o alla radioterapia.
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Malattia di Menière
Questa malattia è caratterizzata da attacchi spontanei di vertigini, accompagnati da perdita dell’udito con pressione auricolare e ronzii nell’ orecchio colpito (acufene). Gli attacchi durano di solito per più ore.
Mentre nelle fasi iniziali l’udito e la funzione dell’equilibrio si recuperano rapidamente dopo gli attacchi, il decorso a lungo termine della patologia comporta di solito una crescente perdita dell’udito nell’orecchio colpito.
Nonostante le intense ricerche, non si conosce ancora la causa effettiva di questi attacchi ricorrenti ed estremamente sgradevoli. Come spesso accade in medicina, si ipotizza un processo multifattoriale.
Tra l’altro, fattori genetici, malattie autoimmuni e disturbi dell’equilibrio dei fluidi nell’orecchio interno giocano un ruolo importante. Si osservano anche sovrapposizioni con l’emicrania.
Una caratteristica tipica delle persone colpite è l’eccesso di liquido nell’orecchio interno, che oggi può essere facilmente rilevato con la risonanza magnetica. Non è però ancora chiaro se si tratti della causa, della conseguenza o solo di un effetto collaterale della malattia.
Attualmente non esiste uno standard di riferimento per la terapia. A seconda della gravità del disturbo, per prevenire gli attacchi di vertigini si utilizzano i cosiddetti concetti step-by-step. Consistono in compresse o iniezioni nell’orecchio; se non funzionano, in rari casi può essere necessario un intervento chirurgico all’orecchio.
Le conseguenze a lungo termine, come la perdita dell’udito, i problemi cronici di equilibrio e lo stress psicosociale, vengono trattate con un approccio terapeutico multimodale. Ciò include, ad esempio, la fornitura di apparecchi acustici e il supporto psicologico.
Disturbi in altri organi
Non è solo questo organo nell’orecchio che può disturbare il nostro equilibrio. Anche numerosi problemi in altri organi del corpo possono alterare il nostro sistema di equilibrio.
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Malattie cardiocircolatorie
Il sistema cardiocircolatorio fornisce ossigeno e altri nutrienti sia agli organi vestibolari dell’orecchio interno sia al centro vestibolare del cervello. Pertanto, anche le malattie cardiovascolari possono provocare vertigini ; ad esempio in caso di pressione arteriosa bassa o alta.
Anche l’aritmia cardiaca e i disturbi circolatori del cervello, come nel caso di un ictus, possono manifestarsi con vertigini.
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Malattie neurodegenerative
Se le funzioni neuronali del cervello si deteriorano, come nel caso della demenza, del morbo di Alzheimer o del morbo di Parkinson, ciò può influire anche sul sistema vestibolare.
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Altre malattie neurologiche
Anche altre malattie neurologiche possono alterare il sistema vestibolare del cervello. La più comune è l’emicrania, che può provocare vertigini e mal di testa. Gli esperti parlano di «emicrania vestibolare».
Le vertigini possono verificarsi anche nel contesto di malattie infiammatorie del cervello, come la meningite o la sclerosi multipla.
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Commozione cerebrale
Anche un trauma cranico, come una commozione cerebrale, può causare vertigini.
Le cause possono essere diverse, tra cui le fratture della membrana ossea dell’organo vestibolare (frattura della rocca petrosa), una commozione degli organi vestibolari o danni al centro vestibolare del cervello.
Un impatto alla testa può anche far scivolare gli otoliti nei canali semicircolari dell’orecchio interno e scatenare una vertigine posizionale post-traumatica.
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Problemi psichici
Indipendentemente dal fatto che il nostro mondo sia «sottosopra» o che «ci venga tolto il terreno da sotto i piedi»: la stretta e complessa relazione tra equilibrio fisico e mentale si riflette non solo nel nostro linguaggio quotidiano, ma anche in molte patologie del sistema vestibolare.
Da un lato, le vertigini sono un importante sintomo di allarme del nostro corpo, che può successivamente scatenare una forte ansia e sintomi di accompagnamento come tachicardia, sudorazione e sensazione di svenimento.
Al contrario, anche l’ansia e il panico possono provocare vertigini, come nel caso degli attacchi di panico, della paura dell’altezza e dell’agorafobia (paura degli spazi ampi e aperti).
A lungo termine, queste paure possono portarci a evitare certe situazioni, come gli assembramenti di persone o gli eventi con gli amici. Questo comportamento porta spesso all’isolamento sociale.
A seconda della causa esatta, vengono applicati metodi di terapia psicologica. Spesso si tratta di terapia comportamentale, più raramente di medicinali, nell’ambito di un concetto di terapia multimodale.
Disturbi dell’equilibrio in età avanzata
Con l’avanzare dell’età, i nostri sensi degenerano, poiché l’efficienza delle nostre cellule diminuisce e con essa quella delle cellule sensoriali. Se l’input sensoriale delle nostre cellule sensoriali si deteriora, le informazioni contraddittorie arrivano al cervello con maggiore frequenza.
«Con l’avanzare dell’età, è sempre più probabile che si verifichino disturbi dell’equilibrio», afferma la professoressa Julia Dlugaiczyk. Le ragioni sono molteplici: nell’orecchio interno, il numero di cellule ciliate e di fibre nervose del nervo vestibolare diminuisce.
Inoltre, gli otoliti diventano fragili, quindi si staccano più facilmente dalla loro superficie inferiore e possono causare vertigini posizionali.
Inoltre, il centro dell’equilibrio nel tronco encefalico e nel cervelletto è più frequentemente colpito da malattie neurodegenerative o da disturbi circolatori in età avanzata. Quindi, il nostro cervello elabora gli stimoli di equilibrio più lentamente e, di conseguenza, il nostro equilibrio corporeo non è più in grado di modificarsi con la stessa rapidità ai cambiamenti dell’ambiente: il rischio di cadere aumenta.
Tuttavia, la perdita di funzionalità in età avanzata non riguarda solo il senso dell’equilibrio, ma anche altre importanti fonti di informazione come la vista, la propriocezione e l’ orientamento spaziale attraverso l’udito. «Insieme al declino della massa muscolare e ai crescenti problemi dell’apparato locomotore, questo porta ai complessi problemi di equilibrio spesso definiti vertigini senili», spiega Dlugaiczyk.
Per l’esperta di vertigini, il termine «vertigini senili» è fuorviante. «Sembra che sia qualcosa di inevitabile, che si debba semplicemente accettare con l’età. Fortunatamente, in molti casi non è così.»
Infatti, con una valutazione specialistica interdisciplinare e le terapie appropriate, le persone colpite possono ridurre il rischio di vertigini e il rischio di caduta associato. A volte si tratta «solo» di vertigine posizionale parossistica non rilevata, che può essere trattata in modo rapido ed efficace, spiega Dlugaiczyk.
Secondo Dlugaiczyk, i medicinali spesso causano anche disturbi dell’equilibrio e i relativi problemi di deambulazione. Alcuni medicinali aumentano il rischio di cadute negli anziani. La medica consiglia di far controllare gli effetti collaterali e le interazioni dei medicinali da uno studio medico di base e, in caso di problemi, di consultare lo specialista curante.
Altre cause
Anche fattori esterni possono compromettere il nostro equilibrio. Ecco quelli principali.
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Alcol
L’alcol compromette il controllo dell’equilibrio a più livelli.
Da un lato, l’alcol ha un effetto diretto acuto sul sistema vestibolare. In questo caso si verifica una stimolazione errata dei canali semicircolari, con conseguente sensazione di vertigine, soprattutto da sdraiati.L’alcol ha anche un effetto acuto sul cervelletto. Questa parte del cervello regola la coordinazione e il movimento del corpo e degli occhi. Se il cervelletto non riesce più a funzionare correttamente, si verificano i sintomi che tutti noi conosciamo: instabilità, andatura oscillante e disturbi della coordinazione.
L’alcol danneggia anche le fibre nervose, che sono responsabili del senso di posizione, ovvero della capacità di percepire la posizione e l’orientamento del nostro corpo nello spazio.
Le persone che consumano cronicamente troppo alcol danneggiano in modo permanente il cervelletto. Questo consumo eccessivo porta anche a limitazioni dellapropriocezione nei piedi e nelle gambe, aumentando l’instabilità dell’andatura.
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Medicinali
Diversi medicinali hanno effetti collaterali che possono provocare vertigini.
Da un lato, si tratta di medicinali che danneggiano le cellule sensoriali dell’organo vestibolare, come alcuni antibiotici o diuretici.
Comprendono anche sostanze che riducono l’attività del centro dell’equilibrio nel cervello. Come i tranquillanti, i sonniferi, i rilassanti muscolari, gli antiepilettici, i medicinali contro l’emicrania e gli antidepressivi.
Anche dosi eccessive di antipertensivi possono provocare vertigini.
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Chinetosi
Quando siamo in viaggio, questo può alterare il nostro organo dell’equilibrio nell’orecchio interno. Si tratta dell’oscillazione del terreno su una nave, di un tortuoso passo di montagna in auto o della turbolenza durante un volo.
In queste situazioni , i canali sensoriali inviano talvolta al cervello informazioni contraddittorie. Il cervello non è in grado di capire questo fenomeno che, in gergo tecnico, viene definito «mismatch» sensoriale.
Allenare l’equilibrio: esercizi per la vita quotidiana
Non importa quanti anni avete: ai nostri sensi piace essere esercitati! Perché se non li usiamo in modo attivo, diminuiranno. Questo vale anche per il nostro senso dell’equilibrio.
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Attività nella natura
«Uno stile di vita attivo, con molto esercizio all’aria aperta, è il modo più importante per allenare il nostro senso dell’equilibrio», spiega la professoressa Julia Dlugaiczyk.
Anche le passeggiate regolari nel bosco aiutano. La natura mutevole del suolo è particolarmente positiva per il nostro equilibrio. A volte il terreno nel bosco è irregolare, a volte ripido, a volte più duro, a volte più morbido. In questo modo si favorisce la sensibilità sensoriale della posizione; l’input che i nostri piedi e le nostre articolazioni in particolare inviano al cervello.
Queste informazioni sono importanti affinché il nostro centro dell’equilibrio nel cervello possa farsi un’idea di come il nostro corpo è posizionato rispetto alla terra e a dove ci troviamo.
Se volete essere un po’ più attivi, l’esperta raccomanda i numerosi Vitaparcour in Svizzera.
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Musica e danza
Andate a ballare più spesso! Quando balliamo, il nostro cervello deve coordinare un numero estremamente elevato di processi diversi nel corpo. L’attività cerebrale è di conseguenza elevata e complessa. Tra l’altro, questo favorisce la nostra capacità cognitiva e il nostro equilibrio.
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Giocare a palla
L’esercizio più semplice con la palla: prendete una pallina e fatela rimbalzare contro un muro. Cambiate la superficie su cui vi trovate: giocate sul pavimento, poi su un tappetino.
È possibile scegliere anche qualsiasi altro tipo di gioco con la palla. «Glisport con la palla sono particolarmente indicati perallenare il controllo posturale, la stabilizzazione del campo visivo e la coordinazione occhio-mano», spiega l’esperta Dlugaiczyk.
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Esercitare l’equilibrio
Per allenare l’equilibrio, esistono anche diversi esercizi da fare a casa. Posizionatevi nell’angolo di una stanza senza toccare la parete con il corpo. Si tratta di una misura di sicurezza nel caso in cui si perda l’equilibrio.
Primo passo: alzatevi sulle punte dei piedi e mantenete questa posizione con i talloni in aria.
Secondo passo: in piedi su una gamba sola, piegate il ginocchio destro piegato verso il petto e tenetelo per qualche respiro. Cambiate gamba.
Terzo passo: camminare in linea retta. Per farlo, mettete un piede davanti all’altro. È possibile aumentare la difficoltà modificando la superficie e aggiungendo ostacoli.
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Fisioterapia specializzata per l’equilibrio
«La fisioterapia specializzata è la terapia più efficace che abbiamo a disposizione per molte forme di disturbi dell’equilibrio ed è il modo migliore per prevenire le cadute», afferma l’esperta di vertigini Dlugaiczyk.
Il termine «fisioterapia vestibolare» è spesso usato nel gergo specialistico. A seconda della diagnosi, dell’entità del disturbo dell’equilibrio e delle esigenze della vita quotidiana, terapiste e terapisti appositamente formati svolgono un programma di allenamento individuale insieme alla persona interessata.
La stretta collaborazione tra pazienti, fisioterapisti e mediche è essenziale per poter reagire tempestivamente ai cambiamenti e modificare di conseguenza il programma di allenamento.
Ulteriori suggerimenti per la prevenzione
Esistono numerosi consigli per evitare vertigini e problemi di equilibrio e per favorire il funzionamento degli organi sensoriali.
- Bevete molta acqua. Almeno due litri al giorno.
- Dormite regolarmente e a sufficienza.
- Seguite una dieta equilibrata e ricca di prodotti freschi.
- Riducete il consumo di alcol. Le evidenze scientifiche mostrano che anche piccole quantità possono essere dannose.
- Cercate di trovare un maggiore equilibrio nella frenesia di tutti i giorni. Lo yoga, la meditazione o altri metodi di mindfulness ci aiutano a ritrovare l’equilibrio interiore ed esteriore.
- Muovetevi regolarmente; a prescindere dall’età. L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) raccomanda alle persone adulte di età compresa tra i 18 e i 64 anni di praticare almeno 150-300 minuti di attività fisica alla settimana a «intensità moderata». In alternativa, sono sufficienti anche 75-150 minuti di esercizio ad alta intensità.
- Se possibile, evitate i medicinali che influiscono sull’equilibrio, in particolare i sonniferi o i tranquillanti.
Video: 5 semplici esercizi di equilibrio
Diagnosi e cura
Le cause dei disturbi dell’equilibrio sono numerose e la diagnosi può variare di conseguenza. «Il primo punto di contatto è lo studio medico», dice l’esperta di vertigini Dlugaiczyk. «Nella maggior parte dei casi, l’anamnesi fornisce già indizi decisivi sulla causa». In base a ciò, le mediche indirizzano i loro pazienti agli specialisti.
Se i problemi riguardano l’orecchio interno, è competente l’otorinolaringoiatra (ORL). Se la causa è un disturbo neurologico, la neurologia può aiutare. Se un difetto visivo comporta problemi di equilibrio, un oftalmologo provvederà alla cura. Le cause cardiovascolari sono trattate da internisti o da cardiologi.
Esistono anche strutture interdisciplinari, come il centro interdisciplinare per le vertigini e i disturbi neurologici della vista dell’Ospedale Universitario di Zurigo. Lì collaborano specialisti di diverse discipline: otorinolaringoiatria, neurologia, oftalmologia, psichiatria e psicosomatica nonché fisioterapia.
Se necessario, il centro coinvolge anche colleghi e colleghe di altre discipline, spiega Dlugaiczyk. «In questo modo, garantiamo ai nostri e alle nostre pazienti che soffrono di vertigini una diagnosi e una cura personalizzate per rimetterli in piedi, nel vero senso della parola.»
Anche se non tutti i casi di vertigini possono essere curati, secondo l’esperta nella maggior parte dei casi la qualità della vita può essere notevolmente migliorata. Il centro è aperto a pazienti con tutti i tipi di vertigini, dalle «semplici» vertigini posizionali ai disturbi dell’equilibrio più complessi.