Disturbo dell’attaccamento: rompere gli schemi e instaurare legami profondi

La maggior parte delle persone desidera una relazione di coppia affettuosa. Tuttavia, le esperienze vissute durante l’infanzia possono rendere difficile instaurare un rapporto di fiducia.

Testo: Jessica Braun

Immagini: iStock

5 min

27.08.2026

L’essenziale in breve

  • Un vero e proprio disturbo dell’attaccamento è una diagnosi rara nell’infanzia. Nelle persone adulte, sono piuttosto i disturbi della personalità o i diversi stili di attaccamento a mettere a dura prova una relazione di coppia.
  • Quando la paura di legarsi e la paura dell’abbandono si incontrano, può instaurarsi una  dinamica relazionale difficile.
  • La psicoterapia può aiutare a riconoscere e modificare modelli comportamentali poco sani. La cassa malati copre i costi di questa cura se viene prescritta da una medica o da un medico.

Che cos’è un disturbo dell’attaccamento?

Il modo in cui le persone vivono le relazioni è sorprendentemente vario. Eppure, molte persone nutrono aspettative simili nei confronti di una relazione di coppia, come un rapporto affettuoso o l’affidabilità. Se una persona ha difficoltà a impegnarsi in una relazione più profonda, oggi nei media e sui social si parla spesso di «disturbo dell’attaccamento».

Nel linguaggio comune, questo termine viene applicato sempre più spesso agli adulti. In origine, tuttavia, si trattava di una diagnosi propria della psichiatria infantile e adolescenziale. Bambini affetti da questo disturbo presentano problemi di sviluppo, che compromettono gravemente il loro rapporto con gli altri.

Cause di un disturbo dell’attaccamento

Le cause di un attaccamento insicuro sono molteplici. Possono essere legate a un ambiente violento o abusante, ma non necessariamente.

«Un disturbo dell’attaccamento può insorgere anche quando, per esempio, uno dei genitori è gravemente malato e pertanto non è sufficientemente disponibile per il bambino o la bambina», afferma il dott. Mark Ebneter, primario di psicoterapia e psicosomatica.

Due tipi di disturbi dell’attaccamento

I sistemi diagnostici medici, come l’ICD-10, distinguono due forme:

  • Nel disturbo reattivo dell’attaccamento, i bambini tendono a evitare le figure di riferimento, cercano raramente conforto e sono eccessivamente ansiosi o vigili. 
  • Nel disturbo dell’attaccamento con disinibizione sociale, si comportano con eccessiva familiarità verso gli estranei e cercano subito uno stretto contatto.

I 4 stili di attaccamento nelle persone adulte (teoria dell’attaccamento)

«Le esperienze che un bambino vive con le sue figure di riferimento costituiscono una sorta di modello per il suo futuro comportamento relazionale», afferma Mark Ebneter. Non tutti questi schemi precoci comportano una diagnosi clinica in età adulta. Tuttavia, gli stili di attaccamento insicuri rendono più difficile instaurare e mantenere relazioni appaganti. 

Il pediatra e psichiatra John Bowlby descrisse questo fenomeno già negli anni Cinquanta. La sua teoria dell’attaccamento fu poi approfondita dalla psicologa dello sviluppo Mary Ainsworth. Sul suo lavoro si basano i quattro tipi di attaccamento:

  • sicuro: ha fiducia in se stesso e negli altri, sa accettare la vicinanza emotiva e al contempo rimanere indipendente.
  • insicuro-evitante: la paura del rifiuto porta a evitare la vicinanza. 
  • insicuro-ambivalente: si orienta fortemente verso le figure di riferimento e tende a temere di perderle. 
  • insicuro-disorganizzato: oscilla tra il desiderio di vicinanza e un ritiro improvviso.

Disturbo dell’attaccamento o disturbo di personalità?

Anche se per gli adulti non esiste una diagnosi di «disturbo dell’attaccamento»: «I problemi nel comportamento relazionale sono spesso una componente centrale anche di altre diagnosi in età adulta, ad esempio dei disturbi di personalità», afferma l’esperto.

Ad esempio, quando le oscillazioni emotive tipiche del disturbo borderline di personalità influenzano le relazioni interpersonali: a un’intensa vicinanza segue un improvviso rifiuto. Nel caso del disturbo dipendente di personalità, invece, le persone interessate tendono a sottomettersi e cercano costantemente conferma.

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6 segnali di un attaccamento insicuro negli adulti

A tutti capita di avere una giornata no. Alcuni schemi relazionali, soprattutto se si ripetono, ostacolano però una quotidianità improntata all’affetto. Tra questi vi sono:

  • Difficoltà ad accettare la vicinanza emotiva e a costruire fiducia
  • Bisogno eccessivo di vicinanza e di conferma
  • Marcati sbalzi di umore
  • Reazioni impulsive 
  • Difficoltà nell’esprimere chiaramente le proprie emozioni ed esigenze
  • Paura delle critiche e del rifiuto

Paura di legarsi e paura dell’abbandono

La paura di legarsi e quella di perdere qualcuno sembrano opposte, ma a un esame più attento hanno la stessa origine: il tentativo di proteggersi da nuove esperienze relazionali dolorose.

  • La paura di legarsi porta le persone che ne soffrono ad allontanarsi non appena una relazione diventa più intima e seria.
  • La paura di perdere qualcuno spinge le persone ad aggrapparsi agli altri, a mettere in secondo piano le proprie esigenze e a cercare conferme.

Quando le due paure si incontrano, si sviluppa una dinamica di coppia che Mark Ebneter spiega così: «Spesso una persona con uno stile relazionale ansioso cerca una compagna o un compagno con uno stile relazionale evitante, perché l’apparente autonomia risulta attraente. Questa configurazione di coppia è spesso sorprendentemente stabile, ma anche molto gravosa per entrambe le parti.»

Stile di attaccamento o disturbo di personalità: come viene formulata la diagnosi?

Se la qualità della vita risente di simili schemi comportamentali ricorrenti, potrebbe essere indicata una terapia. Un primo colloquio con il medico di famiglia può chiarire se le difficoltà siano parte di una patologia curabile, ad esempio un disturbo di personalità, una depressione o un disturbo dell’adattamento, oppure se sia opportuna una terapia di coppia. 

Quali benefici offre la psicoterapia?

Le psicoterapie danno risultati incoraggianti per alcuni disturbi di personalità, ad esempio per il disturbo evitante di personalità o per quello borderline. Secondo Mark Ebneter, anche le persone con un disturbo da stress post-traumatico complesso hanno buone possibilità di miglioramento.

Un disturbo da stress post-traumatico complesso può manifestarsi, ad esempio, quando si vivono ripetute esperienze traumatiche in giovane età. «Secondo i risultati di alcuni studi, circa l’80 percento delle persone interessate non soddisfa più i criteri diagnostici del cPTSD al termine del trattamento. Ciò non significa essere guariti o completamente privi di sintomi, ma dimostra che i moderni metodi psicoterapeutici sono efficaci.»

Anche gli schemi relazionali malsani e le paure possono essere affrontati e modificati nell’ambito di una psicoterapia. A tal fine si possono adottare diversi approcci:

  • La terapia comportamentale aiuta a riconoscere oggi i modelli comportamentali nel «qui e ora» e a esercitare nuovi modi di comunicare più sani.
  • Psicoterapia a orientamento psicodinamico: si concentra sui conflitti inconsci e sulle esperienze dell’infanzia.
  • Metodi specifici: approcci come la terapia degli schemi, la terapia basata sulla mentalizzazione (MBT) o le terapie di gruppo a orientamento corporeo e creativo aiutano a ridefinire il rapporto con se stessi e con gli altri.

In quali casi la cassa malati copre i costi della psicoterapia?

Dal 1° luglio 2022, il trattamento da parte di una psicoterapista o di uno psicoterapista è coperto dall’assicurazione base (AOMS). A condizione che la terapia sia prescritta da una medica o da un medico in possesso di un titolo di specializzazione adeguato. 

Tuttavia, può trascorrere un po’ di tempo prima che sia disponibile un posto. Da un sondaggio condotto tra medici specialisti nel 2024 emerge che gli adulti devono attendere in media 41 giorni dal primo contatto all’appuntamento. Per i bambini e gli adolescenti, la media è di 56 giorni.

Le terapie di coppia devono essere pagate di tasca propria. In compenso, i tempi di attesa sono generalmente molto più brevi. 

Conclusione

Un vero e proprio disturbo dell’attaccamento è un disturbo raro, diagnosticato durante l’infanzia, che spesso deriva da esperienze di trascuratezza. Negli adulti, sono piuttosto gli stili di attaccamento insicuri o i disturbi della personalità a rendere difficili le relazioni interpersonali.

Sebbene questi schemi siano profondamente radicati, la pratica terapeutica dimostra che il cambiamento è possibile. Con un sostegno professionale e il coraggio di guardarsi dentro, è possibile spezzare i vecchi schemi relazionali e trovare nuove strade verso relazioni di coppia più stabili.

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