Perdita della libido: nessuna voglia di fare sesso?
Esistono numerosi fattori che riducono la libido. Chi li conosce può riscoprire il piacere. Per farlo occorrono curiosità e qualche consiglio mirato per migliorare la libido.
L’essenziale in breve
- La libido è il desiderio sessuale. Dipende dal corpo, dalla psiche, dalle relazioni e dal contesto.
- La perdita di libido ha spesso cause diverse. Tra questi figurano stress, conflitti, ormoni, malattie, dolore o medicinali.
- Possono essere d’aiuto la riduzione dello stress, l’attività fisica e il dialogo aperto. In caso di sofferenza prolungata, è opportuno ricorrere a una figura specializzata.
Libido: che cos’è?
La libido indica il desiderio di intimità e di rapporti sessuali. Fattori fisici, psicologici, relazionali e sociali determinano il nostro appetito, ovvero il desiderio sessuale.
Dal punto di vista biologico, la libido nasce nel cervello: neurotrasmettitori come la dopamina e ormoni sessuali come il testosterone ed estrogeni regolano l’intensità con cui proviamo desiderio sessuale e percepiamo gli stimoli sessuali.
«In linea di massima, è del tutto normale che la nostra libido oscilli.»
Perdita di libido: perché non ho voglia di fare sesso?
Quando la libido diminuisce, spesso la causa è una combinazione di fattori fisici, psicologici e legati alla relazione.
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Perdita di libido nelle donne
La perdita della libido nelle donne è spesso legata alle oscillazioni ormonali, in particolare di estrogeni e progesterone. Questi cambiamenti si verificano nel corso del ciclo mestruale, della gravidanza, dell’allattamento o durante la perimenopausa, menopausa e post-menopausa.
Anche il dolore durante i rapporti sessuali riduce il desiderio. Questi dolori possono essere causati, ad esempio, da forti contrazioni del pavimento pelvico, ma anche da dolore cronico nella zona vulvare dovuto a ipersensibilità delle fibre nervose, endometriosi, infezioni genitali e secchezza vaginale.
A ciò si aggiungono fattori psicologici e relazionali come stress, distanza emotiva o conflitti irrisolti. Anche questi influiscono notevolmente sulla libido delle donne.
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Perdita della libido negli uomini
Negli uomini, la perdita di libido è spesso legata a una carenza di testosterone o ad altri disturbi endocrini. Anche lo stress e i fattori legati alla relazione di coppia influiscono sulla libido maschile, sebbene di norma il loro effetto sia meno marcato rispetto a quanto osservato nelle donne.
Quando la libido maschile diminuisce, molti uomini tendono spesso a interpretarlo come un «problema di prestazione». Tuttavia, desiderio sessuale e capacità erettile sono due cose diverse: quando la libido diminuisce, cala il desiderio interiore di fare sesso. I problemi di erezione, invece, riguardano la capacità fisica di raggiungere o mantenere un’erezione.
Quando si parla di perdita della libido?
«In linea di massima, è del tutto normale che la nostra libido oscilli», afferma Stefanie Gonin-Spahni. Spesso queste fasi si verificano quando siamo sottoposti a forte stress, durante una malattia o in occasione di determinati eventi della vita, come ad esempio una nascita.
Se però la perdita di libido persiste, alcuni segnali possono indicare la necessità di una valutazione da parte di una figura specializzata:
- le persone interessate hanno una mancanza persistente o ricorrente di fantasie sessuali.
- Provano poco o nessun desiderio di avere rapporti sessuali.
- Raramente prendono l’iniziativa per fare sesso.
«Nella pratica parliamo di perdita della libido quando dura per diverse settimane o mesi, viene percepita come disturbante dalle persone interessate e incide sulla loro qualità di vita e sulla relazione di coppia», afferma Gonin-Spahni.
Se è così, e non vi è una causa temporanea evidente, l’esperta consiglia una valutazione professionale.
Quali sono le possibili cause della perdita della libido?
Secondo l’esperta Gonin-Spahni, la mancanza di desiderio sessuale è quasi sempre multifattoriale; raramente esiste un’unica causa. Ciò che spesso viene sottovalutato: «I fattori psicosociali influenzano la libido più dei nostri ormoni.»
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Fattori fisici
Da un lato, le malattie croniche come diabete, patologie cardiovascolari, ipertensione, malattie renali e reumatiche possono ridurre notevolmente il desiderio sessuale.
Dall’altro, anche gli squilibri ormonali influenzano il desiderio sessuale. Tra questi rientrano, ad esempio, ipotiroidismo, carenza di testosterone e oscillazioni degli estrogeni nella peri- e postmenopausa.
Anche patologie urologiche e ginecologiche (ad esempio disfunzione erettile negli uomini, cisti, cicatrici o cistiti nelle donne), così come dolori legati alla sessualità, spesso portano a evitare i rapporti e quindi a un calo della libido.
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Fattori psicologici
«Lo stress influisce negativamente sulla libido, e questo è ben documentato scientificamente», afferma l’esperta Gonin-Spahni.
Stress sul lavoro, sovraccarico nella vita quotidiana, esaurimento (mentale) e mancanza di sonno sono infatti tra le cause quotidiane più comuni del calo della libido.
Anche depressione, disturbi ansiosi, traumi e paure generali legate al futuro o esistenziali spesso riducono in modo significativo l’interesse per la sessualità.
A ciò si aggiungono un’immagine negativa del proprio corpo, soprattutto nelle donne, o un senso di vergogna nel mostrarsi durante il sesso o nel parlare dei propri bisogni sessuali.
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Situazione di coppia
Conflitti nella coppia, mancanza di comunicazione, calo dell’intimità emotiva o una routine consolidata nella vita sessuale possono frenare la libido.
A ciò si aggiungono bisogni sessuali diversi, pressioni (ad esempio il desiderio di avere figli o l’idea che a letto «debba funzionare») e problemi sessuali irrisolti.
Anche il consumo di materiale pornografico può avere un impatto: in questo caso, tuttavia, i risultati della ricerca non sono univoci. «Il consumo condiviso può senz’altro rappresentare una risorsa, mentre il consumo eccessivo può ripercuotersi negativamente sulla sessualità di coppia», afferma Gonin-Spahni. La ragione sarebbe una desensibilizzazione dovuta a un consumo elevato di materiale pornografico.
«Inoltre, nel dibattito sul tema vengono spesso dimenticati fattori come la mancanza di passaggi di apprendimento sessuale rispetto a ciò che mi stimola e mi porta all’orgasmo, oppure una sessualità vissuta che non corrisponde ai propri bisogni», afferma Gonin-Spahni.
Anche le idee culturali e sociali sulla sessualità «giusta» o la pressione legata alla prestazione sessuale possono rafforzare sensi di colpa e inibizioni.
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Stile di vita
Sedentarietà, sovrappeso, fumo, consumo elevato di alcol, sonno insufficiente e alimentazione poco sana compromettono la salute e influenzano negativamente l’equilibrio ormonale e la percezione di sé: anche questo riduce il desiderio sessuale.
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Medicinali
Anche i medicinali riducono spesso la libido. Tra questi rientrano: antidepressivi, pillola anticoncezionale, alcuni antipertensivi, neurolettici e medicinali che riducono il livello di testosterone.
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Fasi della vita
Con l’avanzare dell’età, in molte persone la libido diminuisce, soprattutto a causa di cambiamenti ormonali o malattie croniche.
Anche dopo il parto, durante la menopausa, in fasi di vita stressanti o nelle relazioni di lunga durata si verificano oscillazioni della libido, che sono normali nel corso della vita e ne fanno parte.
Video: consigli dell’esperta
Cosa posso fare per aumentare la libido?
Esistono numerosi fattori e approcci terapeutici che possono aiutarci a migliorare la libido. La sessuologa Gonin-Spahni consiglia però, come prima cosa: «Chiedetevi quanto sia intenso il vostro piacere sessuale.»
Si tratta di un fattore davvero determinante. Infatti: «Provare piacere sessuale e raggiungere l’orgasmo attiva i centri di ricompensa nel cervello e spinge a ripetere l’esperienza», spiega l’esperta.
Chiedetevi poi: in quali circostanze vivo il sesso come davvero piacevole? Di cosa ho bisogno a livello fisico, cognitivo, emotivo e relazionale? «La mancanza di desiderio a volte è meno un deficit fisico e più un segnale che la sessualità vissuta non è davvero in sintonia con i propri bisogni», afferma Gonin-Spahni.
Oltre a questo, esistono molte altre misure che possono aumentare la libido.
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Esplorare la sessualità in autonomia
Il sesso in autonomia è cura di sé e spazio di apprendimento: permette di scoprire cosa fa bene al proprio corpo.
Prendetevi tempo per esplorare il contatto, la pressione e il ritmo in diverse zone del corpo, ad esempio petto, pancia, glutei, gambe e schiena. Nel sesso in autonomia non si tratta di raggiungere «rapidamente l’orgasmo».
Prestate attenzione alla vostra curva di eccitazione: cosa mi accende gradualmente e dove diventa «troppo veloce»? Questa consapevolezza aiuta in seguito a gestire meglio il desiderio con la persona partner.
Concedetevi inoltre fantasie e sogni erotici a occhi aperti. Nel sesso in autonomia potete esplorare le vostre fantasie erotiche personali senza dover tenere conto di altre persone.
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Ridurre lo stress nella vita quotidiana
Lo stress cronico e il sovraccarico sono i classici nemici della libido.
Riducete quindi lo stress per ritrovare più spazio per il desiderio. Possono aiutare esercizi di respirazione, meditazione, pratiche di consapevolezza, passeggiate nella natura o forme di movimento dolce come yoga o qi gong.
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L’attività fisica stimola il desiderio
Chi si muove regolarmente migliora la circolazione in tutto il corpo, anche nella zona genitale, favorisce l’equilibrio ormonale e si sente meglio anche a livello dell’umore. Questo aiuta la libido.
Inoltre, l’attività fisica rafforza i muscoli, la postura e la consapevolezza del proprio corpo e spesso migliora l’autostima e la percezione del proprio corpo.
Secondo alcuni studi, uno sguardo più positivo sul proprio corpo è correlato a una maggiore soddisfazione sessuale e a una maggiore apertura al contatto erotico.
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Lavoro corporeo mirato per il piacere
In questo contesto il pavimento pelvico è particolarmente importante: un pavimento pelvico forte aumenta la circolazione e la sensibilità nel bacino e può migliorare desiderio, capacità orgasmica e funzione erettile.
Potete allenarlo molto facilmente: contraete consapevolmente i muscoli del pavimento pelvico più volte al giorno, poi rilassateli di nuovo in modo intenzionale.
Il rilassamento è importante quanto la contrazione, perché spesso stress, postura scorretta o una riabilitazione post-parto non adeguata causano tensioni nel pavimento pelvico.
Potete eseguire l’esercizio da sedutə, in piedi o sdraiatə. Anche esercizi come ponte, retroversione del bacino o allenamento Pilates mirato attivano il pavimento pelvico.
Inoltre, una maggiore mobilità e stabilità del tronco influiscono direttamente sul modo in cui percepiamo controllo, piacere e libertà di movimento nella sessualità. A tal fine sono utili aperture dell’anca, ad esempio posizione del piccione, affondi profondi e movimenti circolari dolci dei fianchi, e allenamento del core, ad esempio plank, ponte ed esercizi addominali.
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Ripensare il sesso
Nella relazione, parlate apertamente di desideri, pressioni e paure. Dedicatevi tempo e vivete l’intimità con un approccio giocoso.
Questo significa: prendetevi più tempo per i preliminari, toccatevi a vicenda anche senza coinvolgere la zona genitale e senza penetrazione, provate qualcosa di nuovo e integrate le fonti di piacere che avete scoperto nel sesso in autonomia.
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Puntare sulle erbe giuste
Esistono diverse piante ed erbe che favoriscono la libido.
La maca è una pianta originaria delle Ande peruviane. Gli studi mostrano in modo abbastanza costante che la sua assunzione può migliorare la libido. Il modo migliore per consumare la polvere di maca è mescolarla al muesli o aggiungerla a un frullato.
Anche l’ashwagandha, erba nota nell’ayurveda, aiuta a ridurre lo stress e a favorire la vitalità. Entrambi gli effetti giovano alla libido.
Il ginseng viene tradizionalmente utilizzato come tonico e afrodisiaco. Alcuni studi mostrano che il ginseng può avere un effetto positivo sulla circolazione nel corpo e sull’eccitazione.
Inoltre, dal punto di vista della naturopatia, anche salute intestinale, funzionalità epatica e infiammazioni croniche influenzano la libido.
Potete sostenere questi aspetti con rimedi naturali per la potenza nell’alimentazione: puntate su sostanze amare, ad esempio cicoria, radicchio, rucola, carciofi, pompelmo o cioccolato fondente, e acidi grassi omega-3, ad esempio olio d’oliva, di colza, di lino e di noci.
Anche queste erbe hanno proprietà antinfiammatorie: curcuma, zenzero, aglio, cannella, origano, basilico, rosmarino e timo.
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Attivare l’energia sessuale con la MTC
Nella MTC, l’energia sessuale è strettamente legata all’energia dei reni, considerata la sede dell’essenza innata e fonte di forza vitale, fertilità e funzione sessuale.
La libido nasce quando Yin e Yang dei reni sono in equilibrio, il fuoco del cuore stimola il fuoco dei reni e il Qi del fegato scorre liberamente.
Per armonizzare l’energia sessuale, la MTC ricorre all’agopuntura, alle formule erboristiche e alla regolazione dello stile di vita (ad esempio sonno sufficiente e riduzione dello stress).
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Alimentare il desiderio con le sostanze giuste
Diversi nutrienti sostengono la libido perché aiutano a bilanciare gli ormoni sessuali, migliorano la circolazione, rafforzano la funzione nervosa e l’umore e riducono le infiammazioni croniche:
- Vitamina A: una carenza può alterare la produzione di ormoni sessuali. La vitamina A favorisce il funzionamento dei testicoli e delle ovaie e quindi la base ormonale della libido.
- Vitamina E: ha un’azione antiossidante, sostiene la salute dei vasi sanguigni e dei tessuti e può quindi influenzare positivamente la performance sessuale.
- Vitamina C: migliora la funzione vascolare e l’apporto di ossigeno alle cellule, sostenendo così la regolazione dello stress e la produzione ormonale.
- Vitamine del gruppo B (B6, B12, folati): sono importanti per la produzione di energia, il sistema nervoso e i neurotrasmettitori (serotonina, dopamina). Una carenza può causare stanchezza, irritabilità e una diminuzione del desiderio sessuale.
- Zinco: questo oligoelemento svolge un ruolo centrale nella produzione di testosterone e spermatozoi e rafforza il sistema immunitario.
- Magnesio: sostiene la produzione ormonale, il sistema nervoso e il rilassamento; inoltre può attenuare le reazioni di stress nell’organismo, soprattutto il rilascio di cortisolo, favorendo così indirettamente il desiderio.
La cosa più importante: parlate apertamente con il o la partner
Quando si parla di sessualità appagante, la comunicazione tra partner è fondamentale.
Eppure spesso ci risulta difficile: «Molte persone devono prima imparare a parlare delle proprie percezioni e dei propri bisogni sessuali», afferma Gonin-Spahni. La sessualità rimane un ambito della salute ancora tabù, sul quale molti non ricevono un’istruzione adeguata né in famiglia né a scuola.
È importante sapere che: l’intimità non inizia in camera da letto, ma nasce dal legame emotivo, dall’apprezzamento, dai gesti di affetto nella vita quotidiana e dalla sensazione di essere vistə dall’altra persona. «Questi fattori sono importanti per molte persone affinché possa nascere il desiderio sessuale», afferma l’esperta.
Quando questa fiducia intima è presente, i o le partner possono parlare più facilmente e apertamente della mancanza di desiderio, evitare malintesi e riflettere insieme sui cambiamenti che possono riportare più vicinanza e desiderio.
Inoltre, è dimostrato che una comunicazione sincera e priva di giudizi riduce stress e ansia, creando una base più rilassata per maggiore desiderio e distensione.
Consigli: come affrontare bene la conversazione
Prendetevi tempo per parlare, senza distrazioni né fretta. Prima, riflettete su cosa volete discutere con il o la partner e in che modo.
- Prospettiva in prima persona: parlate dal vostro punto di vista. Ad esempio: «Mi accorgo che in questo momento ho poco spazio per l’intimità e vorrei parlarne con te», invece di «Vuoi sempre fare sesso e questo mi dà fastidio».
- Punto di vista comune: la conversazione non dovrebbe essere né una confessione né un’accusa, ma piuttosto una valutazione condivisa della situazione, con lo sguardo rivolto a un obiettivo comune e alle misure necessarie per raggiungerlo.
- Ascoltare attivamente e mantenere viva la curiosità: date all’altra persona il tempo di esporre il proprio punto di vista e interrompetela il meno possibile. Ponete domande aperte, ad esempio: «Come vivi la nostra sessualità in questo momento?» Di tanto in tanto, riassumente ciò che avete capito.
- Definire passi comuni: riflettete insieme su quali cambiamenti realistici volete provare. Ad esempio: più vicinanza senza aspettative, riduzione dello stress, equa ripartizione dei compiti quotidiani, valutazione medica o terapeutica, momenti fissi per la coppia.
- Considerare la conversazione come un processo: non aspettatevi che una sola conversazione risolva tutto. I sessuologi raccomandano di considerare questi dialoghi come uno scambio ricorrente e consapevole. Potreste, ad esempio, sedervi insieme una volta al mese per vedere come si sono evolute le cose e come vi sentite.
A quale figura medica posso rivolgermi?
Il primo punto di riferimento è spesso il medico di famiglia oppure, per le donne, figure specializzate in ginecologia e, per gli uomini, in urologia. Possono chiarire eventuali cause fisiche o psicologiche e, se necessario, indirizzare ad altre figure.
Tuttavia, i professionisti del settore medico e psicologico/psicoterapeutico non sono automaticamente formati in salute sessuale. «Per questo motivo, spesso non affrontano spontaneamente l’argomento durante la visita», afferma Gonin-Spahni.
Vale quindi la pena insistere o cercare una figura specializzata in psicologia o medicina sessuale. I consultori per la salute sessuale offrono una prima consulenza accessibile e riservata, spesso gratuita e disponibile senza lunghi percorsi nel sistema sanitario.
In Svizzera sono inoltre disponibili ambulatori di medicina sessuale presso le cliniche universitarie e i grandi ospedali cantonali.
Quando ha senso una terapia sessuale?
La terapia sessuale è indicata quando una persona non vive la propria sessualità in modo piacevole e non è chiaro perché si senta così né come possa cambiare la situazione. Secondo Gonin-Spahni, la consulenza e la terapia sessuale possono guidare processi di apprendimento concreti.
Questo percorso è consigliabile anche quando le cause fisiche sono state escluse o trattate, ma il problema persiste e le dinamiche relazionali svolgono un ruolo centrale.
La terapia è utile anche quando la sessualità è associata a vergogna, a un’immagine negativa del proprio corpo o a esperienze passate traumatiche, oppure quando si è instaurato un circolo fatto di pressioni legate alle aspettative, evitamento e ritiro.
«Di solito bastano poche sedute per osservare un cambiamento positivo, soprattutto quando al centro c’è l’apprendimento sessuale», afferma l’esperta.
In che modo mi sostiene la cassa malati?
L’assicurazione base copre gli accertamenti prescritti dal medico e la psicoterapia. La consulenza o la terapia sessuale non sono coperte dall’assicurazione base. In questi casi, alcune assicurazioni complementari offrono un sostegno: è meglio verificare in anticipo se è prevista una copertura e in quale misura.
Le assicurazioni complementari coprono inoltre spesso una parte dei costi per prestazioni alternative come agopuntura, terapia respiratoria, omeopatia o naturopatia.
Conclusione
Il desiderio si può imparare. Tutto ciò che serve: curiosità per conoscere meglio se stessə e la persona partner a livello intimo, le giuste conoscenze su ciò che frena e favorisce il desiderio e una comunicazione aperta su ciò che si desidera nella sessualità e su ciò che, eventualmente, mette a disagio.